Su HBO arriva Portobello, Bellocchio chiarisce: nessun legame con il referendum
Pubblicato il da Milvia Averna - Tv e Spettacolo
“Portobello”: la serie HBO Max che racconta il dramma giudiziario di Enzo Tortora
Roma, cinema The Space Moderno: al photocall della nuova serie HBO Max “Portobello” erano presenti Alessandro Preziosi, Lino Musella, Romana Maggiora Vergano, Fabrizio Gifuni, Marco Bellocchio, Irene Maiorino, Barbora Bobulova, Fausto Russo Alesi e Davide Mancini. Il 20 febbraio 2026 sarà disponibile sulla piattaforma il racconto intenso e drammatico della vita di Enzo Tortora, celebre conduttore televisivo coinvolto in una tragica ingiustizia giudiziaria.
Il progetto, diretto da Marco Bellocchio, ripercorre la vicenda che segnò profondamente la storia della televisione e della giustizia italiane, mostrando come una falsa accusa, avanzata da un pentito di camorra, abbia travolto la vita e la carriera di Tortora. L’attore Fabrizio Gifuni interpreta il ruolo dell’iconico conduttore, mentre Barbora Bobulova veste i panni di sua sorella Anna. Nel cast figurano anche Lino Musella (Giovanni Pandico), Romana Maggiora Vergano (Francesca Scopelliti), Davide Mancini (l’avvocato Raffaele Della Valle), Alessandro Preziosi (Giorgio Fontana) e altri nomi importanti del panorama artistico italiano.
Enzo Tortora e lo scandalo giudiziario: una storia tra successo e inganno
Enzo Tortora era al culmine del suo successo nel 1983. Conduceva “Portobello” su Rai1 dal 1977, programma seguito da ben 28 milioni di telespettatori. Conosciuto per il suo stile elegante e signorile, Tortora era amato da un pubblico vasto e variegato, e fu insignito del titolo di Commendatore della Repubblica dal Presidente Sandro Pertini. La sua trasmissione rappresentava un momento di svago ma anche di conforto per l’Italia, ancora scossa dal terremoto dell’Irpinia e dalle tensioni legate alla Nuova Camorra Organizzata.
La svolta avvenne quando Giovanni Pandico, un pentito di camorra e uomo di fiducia del boss Raffaele Cutolo, decise di accusare pubblicamente il conduttore durante un interrogatorio. Questa accusa inaspettata portò, il 17 giugno 1983, all’arresto di Tortora. Da quel momento iniziò un’odissea personale e pubblica che portò alla sua caduta in disgrazia, segnando uno dei casi più clamorosi di errore giudiziario nel nostro Paese. La serie mostra con intensità e realismo questi eventi, puntando i riflettori su un uomo tradito dal sistema che aveva sempre rappresentato.
Il regista Marco Bellocchio e la visione dietro “Portobello”
Marco Bellocchio ha scelto di raccontare questa vicenda perché colpito dall’immagine di un uomo incredulo e spaventato, portato in manette, inconsapevole della messa in scena orchestrata contro di lui. Il regista ha dichiarato che ciò che colpisce maggiormente è il fatto che i giudici non furono in grado di tornare indietro sulla loro decisione anche davanti a evidenti errori, evidenziando un sistema giudiziario rigido e incapace di ammettere i propri sbagli.
Bella testimonianza della complessità di Tortora arriva anche dalla cosiddetta antipatia che molti gli attribuivano: non era un personaggio che cercava il consenso facile, al contrario dei suoi colleghi Baudo, Bongiorno e Corrado. Secondo Bellocchio, questa caratteristica contribuì a renderlo vulnerabile agli attacchi e a perdere parte dell’appoggio di quell’Italia che connesse la popolarità con un atteggiamento più accomodante.
Interpretazioni e testimonianze dal cast
Fabrizio Gifuni, interprete di Tortora, sottolinea come il progetto sia nato anni prima, indipendentemente dall’attuale dibattito sul referendum sulla giustizia: “Il rischio non è la strumentalizzazione, ma che la serie venga oscurata dall’attualità”. Gifuni ha approfondito la figura di Enzo Tortora, descrivendolo come un uomo fiero e orgoglioso, non un artista raffinato nel piacere al pubblico, ma una persona con principi saldi e una posizione laica in un’Italia segnata da forti tensioni politiche e sociali.
Lino Musella, che interpreta il pentito Antonio Pandico, e Romana Maggiora Vergano, nel ruolo di Francesca Scopelliti, partner di Tortora, hanno raccontato l’importanza del conflitto umano dietro ai fatti. Musella ha evidenziato come l’invidia e il rancore possano generare azioni distruttive, mentre Vergano ha sottolineato la forza di Francesca nel rimanere vicina a Tortora anche nelle condizioni più difficili, rappresentando una figura di sostegno emotivo cruciale.
Un omaggio a Enzo Tortora e un racconto di attualità
La serie “Portobello” non è solo un dramma storico, ma un racconto che invita a riflettere sulla fragile natura della giustizia e sulla capacità delle istituzioni di affrontare errori profondi. Per Marco Bellocchio, la collaborazione con la famiglia di Tortora è stata discreta e rispettosa, senza pressioni o censura, garantendo un quadro autentico e fedele agli eventi narrati.
Laura Carafoli, manager di HBO Italia, ha evidenziato come il lancio della piattaforma e della serie italiane sia stato pensato per celebrare la data storica del ritorno televisivo di Tortora, trasformando lo show in un tributo alla sua memoria e al suo coraggio.
La serie promette di essere un evento importante per la televisione italiana, capace di unire storia, arte e impegno civile, grazie a una produzione di altissimo livello e a un cast scelto accuratamente per fare luce su una delle pagine più dolorose della storia recente.
Fonti:
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