Su Rai 1 “Il Marciatore”: la straordinaria storia di Abdon Pamich in prima tv

Pubblicato il da Milvia Averna - Tv e Spettacolo

Su Rai 1 “Il Marciatore”: la straordinaria storia di Abdon Pamich in prima tv

ROMA (ITALPRESS) – “Speriamo che questa Olimpiade porti un po’ di serenità”. È questo l’augurio di Abdon Pamich, leggenda della marcia italiana, che a 92 anni può vantare cinque partecipazioni olimpiche, dal 1956 al 1972, con un bronzo conquistato a Roma e l’oro a Tokyo. Recentemente è stato protagonista come tedoforo in occasione di Milano Cortina 2026 e protagonista della presentazione del tv movie “Il Marciatore – La vera storia di Abdon Pamich”, in onda su Rai1 martedì 10 febbraio in prima serata per il Giorno del Ricordo. Pamich riflette sull’importanza dello sport in tempi di conflitto: “Si dice che lo sport unisca e possa fermare le guerre, ma in passato non è sempre stato così: nel 1960 rischiammo di non partecipare alle Olimpiadi per via della crisi con Cuba; in Messico ci trovavamo stretti in un villaggio circondato dai militari durante la sommossa della piazza delle tre culture; mentre a Monaco si consumò la strage di atleti ebrei.”

La storia di Abdon Pamich: un viaggio tra memoria e resilienza

“Il Marciatore” prende le mosse da un Abdon Pamich anziano che cammina su un altopiano carsico, luogo che evoca la sua infanzia. È l’inizio di un racconto che si snoda tra passato e presente, riportando alla Fiume del secondo dopoguerra, una città divisa e segnata dalla Storia. La liberazione inizialmente sembra promettere un ritorno alla normalità per Abdon e il fratello Giovanni, ma questa speranza si infrange presto con l’avvento del regime jugoslavo. La situazione si complica quando lo zio Cesare, allenatore di pugilato, viene prelevato “per chiarimenti” e il padre subisce pressioni politiche che lo trasformano in un capro espiatorio. Fiume cambia nome, lingua e fisionomia, diventando un luogo di paura, arresti e sparizioni. In questo clima di terrore, i giovani fratelli decidono di non abbandonarsi alla disperazione e partono da soli per l’Italia, lasciandosi alle spalle il loro passato.

All’arrivo in Italia, Abdon e Giovanni si confrontano con il duro contesto dei campi profughi, segnati da povertà e diffidenza. Nonostante le difficoltà, riescono a proseguire gli studi e a integrarsi. Per Abdon, la marcia diventa non solo uno sport, ma un modo di vivere: una metafora del cammino incessante che contraddistingue chi fugge e chi cerca una propria identità. A Genova, grazie all’incontro con Giuseppe Malaspina, maestro della marcia, il giovane atleta scopre la propria vocazione e la capacità di resistere nel tempo, abbracciando una disciplina che è fatta di passo costante e determinazione, piuttosto che di scatti veloci. La marcia, per Pamich, riflette la sua esperienza di esule: andare avanti, sempre, nonostante tutto.

Dal campo profughi all’oro olimpico: il percorso di un campione

La carriera di Pamich è segnata da anni di impegno silenzioso, allenamenti e alcune sconfitte. Il momento più alto arriva con la vittoria oro a Tokyo, un traguardo che celebra non solo un talento sportivo ma anche una forte resilienza personale. L’assenza della sua terra natale, Fiume, e la perdita del senso di appartenenza sono state la spinta iniziale di un cammino lungo e difficile. “Abbiamo sofferto il freddo nel Carso – racconta Pamich – e a Trieste abbiamo trovato un’aria diversa. I campi profughi erano senza finestre, senza conforto, solo la nebbia. Ma eravamo giovani, avevamo 13-14 anni, e questo ci ha aiutati ad affrontare la situazione.” Arrivato a Genova, dopo un periodo di diffidenza, Pamich si è sentito accolto e integrato: “Genova è la mia seconda patria. Lo sport l’ho scelto quasi per caso, mio fratello faceva la marcia e quando sono andato al campo sportivo e ho detto il mio cognome, mi hanno semplicemente detto ‘Va bene, fai la marcia anche tu’.” Da quel momento ha dedicato alla marcia tutta la sua passione e impegno.

Il regista Alessandro Casale, che ha diretto “Il Marciatore”, spiega l’importanza del progetto: “Raccontare la vita di Abdon significa molto più che narrare una carriera sportiva. È la storia di un uomo che ha fatto della costanza, della determinazione e della resilienza il proprio modo di vivere. La marcia non è solo disciplina atletica ma una vera metafora esistenziale, un cammino che parte dalle macerie della guerra e arriva alla gloria olimpica.” Casale aggiunge di aver lavorato con grande attenzione per rispettare la verità storica e personale, ottenendo la piena collaborazione di Pamich e della sua famiglia per mettere in scena ogni dettaglio, anche quelli romanzati per esigenze narrative. “Questo film è un documento prezioso e autentico”, conclude il regista.

“Il Marciatore” è una produzione Clemart in collaborazione con Rai Fiction. L’attore Fausto Sciarappa interpreta il giovane Pamich, portando in scena una storia di speranza e resistenza che affonda le radici in un passato difficile ma che guarda con forza verso il futuro.

Fonti:

Non perderti tutte le notizie di tv-e-spettacolo su Blog.it

Su Rai 1 “Il Marciatore”: la straordinaria storia di Abdon Pamich in prima tv - Blog.it - Notizie, Lifestyle, Gossip, Viaggi, Tech e molto altro