Su Rai 1 la serie su Rosario Livatino, Michele Placido: “Convinto da Papa Francesco”
Pubblicato il da Milvia Averna - Tv e Spettacolo
ROMA (ITALPRESS) – La vicenda umana e professionale di Rosario Livatino, interrotta brutalmente il 21 settembre 1990 sull’autostrada Agrigento-Caltanissetta, era già stata raccontata sullo schermo dal film “Il giudice ragazzino” di Alessandro Di Robilant (nei panni del magistrato c’era Giulio Scarpati). “Livatino. Il giudice e i suoi assassini”, la serie di Michele Placido che Rai1 manda in onda il 9 e 10 novembre compie, però, un passo avanti non solo perché, nel frattempo, Livatino è diventato il primo magistrato ad essere proclamato beato nella storia della Chiesa cattolica (il 9 maggio 2021) ma anche perché, studiando alcuni faldoni messi a disposizione di Placido da alcuni colleghi di Livatino, il regista ha scoperto la frequentazione del magistrato con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino mentre “studiava un modo per indagare sugli stiddari”.
A convincere Placido a lanciarsi in questa avventura, come ha raccontato lui stesso all’anteprima per la stampa della serie alla Festa del Cinema di Roma (alla prima di stasera sarà presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella): “Quando ho visto i faldoni di Livatino, ad Agrigento nell’ufficio dove lavorava, ho pensato: “Interessante, questa storia andrebbe raccontata, come diceva Mario Monicelli”. Un paio di mesi dopo ricevo una telefonata: era papa Francesco che chiedeva di incontrarmi. Abbiamo trascorso insieme un’ora e mezza e lui, con il sorriso e l’empatia che gli erano propri, mi ha detto: “Volevo sapere se è vero che lei vuole fare un film su Livatino”.
Gli ho risposto: “Adesso che me lo sta dicendo lei, sì””. È cominciato così il lungo percorso che ha portato alla realizzazione di “Livatino. Il giudice e i suoi assassini”. Il film ripercorre gli ultimi due anni di vita del magistrato, dal 1988 al 1990. Lo vediamo prima sostituto procuratore e poi giudice a latere, mite nella vita privata ma inflessibile in aula, e profondamente credente: “Mi sono interrogato su quale elemento potesse rendere “umano” un giudice che è diventato beato e che era caratterizzato dal rigore, dalla precisione e dall’intransigenza – dice Giuseppe Di Domenico che veste i panni di Livatino – Ho scelto una frase che lui pronuncia: “Ho paura di avere paura” perché, per un credente tutto fa parte della volontà di Dio e, dunque, affidandosi a Dio, non dovrebbe avere paura. La sua paura mi ha fatto capire che si può essere beati restando profondamente umani”.
Il racconto della vita e dell’opera di Livatino procede di pari passo con quello di un gruppo di giovani stiddari, ragazzi cresciuti nella povertà e attratti dalla criminalità come via di riscatto che avanzano nella provincia conquistando spazio e consenso e che faranno parte del commando che ucciderà il giovane magistrato: “Quel giorno, sull’autostrada dove è stato ucciso Livatino, le vite spezzate sono state più di una – osserva Leonardo Maltese, Tano nella serie – La condanna all’ergastolo dei killer è in qualche modo una condanna a morte. Michele Placido va sempre a cercare cosa c’è all’origine del male, lo ha fatto ad esempio con “Mery per sempre” e con Romanzo criminale”.
Una curiosità: alla fine del primo episodio vediamo in un televisore la scena della morte del commissario Cattani, interpretato da Michele Placido ne “La Piovra”, una delle serie di maggior successo della storia della tv. Tra coloro che seguono lo sceneggiato c’è Brenno Placido, il figlio di Michele che in “Livatino.
Il giudice e i suoi assassini” interpreta Roberto, il miglior amico di Rosario. La somiglianza tra padre e figlio è impressionante: “Mi sono commosso, ero identico a Brenno” commenta Placido che racconta di avere deciso di inserire quei fotogrammi “perché quando sono andato a fare un sopralluogo a casa di Livatino ho visto che c’erano delle videocassette de “La Piovra” insieme a quelle di altri film, tipo “007””.
Placido conclude con un commento sulla presenza, all’anteprima di questa sera, di Mattarella: “Non ce lo aspettavamo, ce l’hanno detto qualche giorno fa. È una cosa meravigliosa. Del resto, dal punto di vista personale, lui ha sofferto molto per l’omicidio del fratello. Lo avevo incontrato in occasione della commemorazione di Alcide De Gasperi al Senato e gli avevo riferito una frase che diceva Livatino: “Quando moriremo non ci chiederanno se siamo stati credenti ma credibili””.
“Livatino. Il giudice e i suoi assassini” è una coproduzione Rai Fiction, Goldenart Production e Rai Com. Nel cast, tra gli altri, ci sono Nino Frassica, Michela De Rossi, Ninni Bruschetta e Francesco Benigno.
-Foto Danilo Sguali-(ITALPRESS).
Non perderti tutte le notizie di tv-e-spettacolo su Blog.it