Tachicardia parossistica sopraventricolare: cause e sintomi da riconoscere

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione

Tachicardia parossistica sopraventricolare: cause e sintomi da riconoscere

La tachicardia sopraventricolare parossistica (PSVT) è un disturbo del ritmo cardiaco che provoca un’accelerazione improvvisa e rapida del battito del cuore, derivante da un’anomalia nella conduzione elettrica del cuore stesso. Per capire meglio questo fenomeno, è importante ricordare che il cuore funziona come una pompa elettrica a due stadi, in cui un segnale elettrico coordinato permette la contrazione delle cellule muscolari cardiache, generando così il battito.

Normalmente, questo impulso elettrico nasce nelle cellule pacemaker situate nel nodo senoatriale (SA), localizzato nell’atrio destro. Il segnale si propaga attraverso il muscolo atriale, facendolo contrarre e spingendo il sangue verso i ventricoli. In seguito, passa tramite il nodo atrioventricolare (AV), che ritarda leggermente il segnale per consentire il riempimento completo dei ventricoli prima della loro contrazione, che invia sangue al resto del corpo.

Cause della tachicardia sopraventricolare parossistica

La PSVT si verifica quando vi è un’anomala conduzione elettrica che causa un battito accelerato dell’atrio e, di conseguenza, dei ventricoli. La definizione “parossismale” fa riferimento alla comparsa improvvisa e intermittente della tachicardia, che può manifestarsi senza preavviso e risolversi spontaneamente in pochi secondi o durare anche ore. Spesso questo disturbo si risolve prima che il paziente possa rivolgersi a un medico.

In molti casi di PSVT, si riscontra un problema di “cablaggio” nel nodo AV, dove invece di un’unica via elettrica ce ne sono due, consentendo al segnale di circolare in un loop e provocando una contrazione rapido e anomala dell’atrio. Questo tipo di tachicardia è una tra le varie aritmie che interessano l’atrio e il nodo AV. Va distinta dalla tachicardia ventricolare, una condizione più grave e potenzialmente letale che origina nei ventricoli.

Tra le altre aritmie atriali simili che possono manifestarsi ricordiamo:

I sintomi più comuni della tachicardia sopraventricolare parossistica

Il sintomo più frequente associato alla PSVT è la sensazione di palpitazioni, cioè una percezione di battito cardiaco accelerato e irregolare. Alcuni pazienti riferiscono anche una sensazione di gonfiore o di pressione alla gola collegata al rapido battito cardiaco.

Altri segnali possono includere:

Le manifestazioni si presentano durante gli episodi di tachicardia, ma possono persistere stanchezza e debolezza anche dopo il ritorno al ritmo normale. Poiché la PSVT è intermittente, l’insorgenza non è prevedibile; in alcuni casi, i pazienti potrebbero non accorgersi del battito accelerato, e la diagnosi viene effettuata casualmente durante una visita medica.

Diagnosi della PSVT

Per diagnosticare la PSVT, l’elemento chiave è l’elettrocardiogramma (ECG) o il monitoraggio del ritmo cardiaco, che registrano la frequenza e la natura del battito durante un episodio. Spesso però, dato che la tachicardia può risolversi spontaneamente, è difficile raccogliere dati diagnostici in tempi rapidi.

In questi casi di eventi ricorrenti ma difficili da documentare, si ricorre all’uso di dispositivi di monitoraggio continuativo come:

In casi particolarmente complessi, si può ricorrere a studi elettrofisiologici, che permettono di mappare con precisione il sistema elettrico cardiaco e investigare le cause della tachicardia.

Trattamenti efficaci per la tachicardia sopraventricolare parossistica

La gestione della PSVT segue un approccio graduale. In prima battuta si utilizzano le manovre vagali che stimolano il nervo vago, rallentando la frequenza cardiaca. Tra queste tecniche semplici troviamo:

Se le manovre vagali non hanno successo, si ricorre a farmaci specifici per “resettare” il nodo AV o ridurre l’eccitabilità miocardica. Il farmaco più utilizzato in emergenza è l’adenosina, somministrata per via endovenosa. Altri medicinali includono calcio antagonisti, beta-bloccanti, digossina e amiodarone.

Nei casi in cui la tachicardia persiste o si accompagna a sintomi gravi come ipotensione, dolore toracico o difficoltà respiratorie, è necessario eseguire una cardioversione elettrica, ovvero una scarica di energia che riporta il cuore a un ritmo regolare.

Prevenzione e gestione a lungo termine della PSVT

Alcune condizioni mediche o fattori esterni possono favorire la comparsa di PSVT. Sostanze come caffeina, alcol e farmaci da banco che contengono pseudoefedrina possono irritare il sistema elettrico cardiaco e scatenare episodi. Quindi, limitarne l’assunzione è un valido metodo preventivo.

Anomalie elettrolitiche e squilibri tiroidei rappresentano ulteriori fattori scatenanti; la loro correzione è fondamentale per la stabilizzazione del ritmo cardiaco.

Per i pazienti con frequenti recidive di PSVT, possono essere prescritti farmaci specifici come beta-bloccanti, calcio antagonisti o antiaritmici per ridurre il rischio di nuovi episodi.

Quando le recidive persistono nonostante la terapia medica, si può ricorrere a uno studio elettrofisiologico per mappare il sistema elettrico e ablare, tramite radiofrequenza, i circuiti anomali responsabili dell’aritmia. Questa procedura ha un alto tasso di successo e può eliminare la necessità di una terapia farmacologica a lungo termine.

Fonti ufficiali:

Le notizie riguardanti sintomi e cure riportate su blog.it vengono esposte a titolo informativo. Nel caso, voi o i vostri cari, soffriate di una delle patologie da noi trattate vi invitiamo a contattare il vostro medico curante..

Non perderti tutte le notizie della categoria salute su Blog.it

Tachicardia parossistica sopraventricolare: cause e sintomi da riconoscere - Blog.it - Notizie, Lifestyle, Gossip, Viaggi, Tech e molto altro