Tassonomia verde e PNRR, come l’Europa indirizza gli investimenti verso la transizione ecologica

Pubblicato il da Luigi Salemi - aggiornato il - Green

Tassonomia verde e PNRR, come l’Europa indirizza gli investimenti verso la transizione ecologica

La transizione ecologica non riguarda soltanto la riduzione delle emissioni o il passaggio alle energie rinnovabili. Per cambiare il modello economico servono anche regole capaci di indirizzare gli investimenti verso attività considerate sostenibili e risorse economiche destinate a finanziare concretamente questo processo. È in questo contesto che entrano in gioco strumenti come la tassonomia verde europea e il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

La tassonomia dell’Unione europea è un sistema di classificazione che stabilisce quali attività economiche possono essere considerate ambientalmente sostenibili sulla base di criteri tecnici comuni. L’obiettivo è creare un linguaggio condiviso per investitori e imprese e favorire il finanziamento delle attività necessarie alla transizione, riducendo anche il rischio di dichiarazioni ambientali non supportate da criteri verificabili.

La tassonomia: che cosa significa davvero “investimento sostenibile”

La normativa europea individua sei obiettivi ambientali: mitigazione dei cambiamenti climatici, adattamento ai cambiamenti climatici, uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine, transizione verso un’economia circolare, prevenzione e riduzione dell’inquinamento, protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

Per essere considerata sostenibile secondo la tassonomia, un’attività deve rispettare specifici criteri tecnici. Non basta quindi che un’azienda definisca un prodotto o un investimento “green”: occorre verificare se l’attività risponde alle condizioni previste dalla normativa europea.

La tassonomia non è dunque un’etichetta applicata indistintamente a tutte le imprese, ma uno strumento di classificazione e trasparenza che permette di valutare quanto determinate attività economiche siano allineate agli obiettivi ambientali dell’Unione europea.

Dal PNRR alle imprese, dove arrivano le risorse

Accanto alle regole per orientare gli investimenti ci sono le risorse pubbliche. In Italia, una parte importante del PNRR è dedicata alla Missione 2, “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, che comprende interventi su energie rinnovabili, economia circolare, efficienza energetica, mobilità sostenibile, risorse idriche e tutela del territorio.

Tra gli strumenti previsti rientra anche il Green Transition Fund, collegato alla Missione 2 del PNRR e dotato di 250 milioni di euro, destinato a sostenere attraverso investimenti di capitale di rischio startup attive in settori legati alla transizione ecologica, comprese energie rinnovabili, economia circolare, mobilità sostenibile, efficienza energetica e sistemi di stoccaggio dell’energia.

Il PNRR ha previsto inoltre interventi per l’efficienza energetica degli edifici, la resilienza del territorio e l’efficienza energetica dei Comuni, oltre a misure dedicate alle energie rinnovabili e alla mobilità sostenibile.

La logica complessiva è quindi duplice: da una parte l’Europa stabilisce criteri per definire e rendere riconoscibili le attività sostenibili, dall’altra i programmi di investimento pubblico mettono risorse a disposizione per accompagnare imprese, enti e territori nel cambiamento.

Per cittadini e imprese, conoscere questi strumenti significa anche comprendere meglio come stanno cambiando le opportunità di finanziamento. La transizione ecologica, infatti, non passa soltanto dalle scelte individuali: riguarda sempre più le modalità con cui vengono progettati gli investimenti, assegnate le risorse pubbliche e valutata la sostenibilità delle attività economiche.

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