Thailandia: il destino delle famose reti giganti è in pericolo.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Il Lago Songkhla e la tradizione della pesca Yo Yak
Il Lago Songkhla, in Thailandia, è un luogo di grande bellezza e biodiversità. Jampen, una pescatrice locale, gestisce le sue reti di sollevamento Yo Yak mentre si prende cura dei suoi nipoti, in un contesto in cui i pesci Luk Bre stanno scomparendo a causa dell’inquinamento. Questa tradizione ancestrale di pesca è minacciata, ma i villaggi locali stanno collaborando con i ricercatori per proteggere il loro patrimonio. Stanno costruendo rifugi per i pesci, mappando le rotte migratorie con la tecnologia GIS e innovando nei metodi di lavorazione del pesce. La domanda che sorge è: potranno la saggezza locale e la scienza rivitalizzare uno stile di vita che sta svanendo?
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La sfida della pesca sostenibile
Jampen racconta: “Ho iniziato a pescare con le reti di sollevamento quando ero bambino. I miei genitori lo facevano e ho seguito le loro orme. Da quasi 50 anni utilizziamo grandi reti Yo Yak come queste. Oggi ho quasi 60 anni e trovo che sia un’attività rilassante e divertente.” La facilità con cui si possono sollevare le reti grazie alla gravità rende la pesca meno faticosa e accessibile a tutti.
La costruzione di una rete Yo Yak richiede attenzione e cura. In passato, i canali erano pieni di pesci, ma negli ultimi anni, i numeri si sono drasticamente ridotti. Jampen si chiede: “Dove sono finiti?” Questo progetto, denominato “Cercando Luk Bre”, mira a studiare il ciclo vitale di questi pesci, le loro rotte migratorie e i metodi tradizionali di pesca e lavorazione a essi associati. I rifugi per pesci che stanno costruendo forniscono habitat e vivai per i pesci giovani e altre forme di vita acquatica, e vengono realizzati principalmente dai pescatori locali volontari, che oggi sono 35 a lavorare con il team di ricerca.
Le ricerche condotte hanno messo in evidenza come la densità dei pesci sia realmente diminuita. Le mappe GIS mostrano chiaramente la situazione attuale, con dati numerici, diagrammi e grafici che documentano il calo. Jampen spera che queste evidenze possano spingere le agenzie governative a gestire in modo più efficace l’area del lago. “Questi problemi eccedono le capacità delle comunità locali di essere gestiti da sole,” afferma. “Se i pesci scompaiono, anche il turismo e le fonti di reddito si estingueranno, costringendo le persone a lasciare le proprie case.”
Riguardo l’area di conservazione, Jampen sottolinea l’importanza di questa piccola iniziativa. “Un tempo avevamo più di 200 strutture Yo Yak; oggi ne rimangono circa 30.” L’attività di pesca, se ben gestita, poteva garantire guadagni significativi, fino a 5.000 baht al giorno in tempi migliori, ma ora gli introiti sono assenti. “Vorremmo continuare a fare pesca, ma non ci sono pesci da sollevare,” si rassegna.
La costruzione di una rete Yo Yak richiede una spesa notevole, e Jampen esprime preoccupazione per il futuro. “Mio figlio ha iniziato a pescare da bambino, ma dopo aver terminato la scuola ha scelto di cercare un lavoro a Bangkok, dove può guadagnare e costruire una vita migliore.” Questo sentimento di desiderio di riunire la famiglia è palpabile. “Spero davvero che possano tornare, così potremo stare insieme.”
Affinché più persone possano riprendere a utilizzare le reti Yo Yak, è fondamentale che la qualità dell’acqua migliori e che i pesci tornino a popolare il lago. Gli sforzi della comunità, supportati dalla scienza, potrebbero essere la chiave per invertire una tendenza preoccupante. La protezione dell’ambiente è ora più che mai essenziale: l’equilibrio tra tradizione e innovazione potrebbe garantire un futuro sostenibile per le generazioni a venire.
Per ulteriori approfondimenti su questo tema, vi invitiamo a visitare le seguenti fonti ufficiali: FAO, WorldFish.
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