The Manchurian Candidate, il film che trasformò la paranoia della Guerra Fredda in un capolavoro (pagina 17)

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo

The Manchurian Candidate, il film che trasformò la paranoia della Guerra Fredda in un capolavoro (pagina 17)

Più di sessant’anni dopo la sua uscita, The Manchurian Candidate conserva il fascino dei film capaci di intercettare le paure del proprio tempo senza rimanere confinati a esse.

Frank Sinatra offre uno dei suoi ruoli cinematografici più intensi, Laurence Harvey costruisce un personaggio tragico e ambiguo, mentre Angela Lansbury firma una delle interpretazioni più memorabili della sua carriera.

Ma il vero lascito del film appartiene forse alla sua domanda centrale: se qualcuno potesse controllare la mente di una persona, quanto sarebbe ancora libera quella persona di scegliere?

È una domanda che nel 1962 apparteneva alla paranoia della Guerra Fredda. Il cinema di Frankenheimer l’ha trasformata in qualcosa di più duraturo: una riflessione sulla fragilità dell’individuo davanti al potere.

Quando è uscito The Manchurian Candidate al cinema

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