The Manchurian Candidate, il film che trasformò la paranoia della Guerra Fredda in un capolavoro (pagina 6)
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo
Il lavaggio del cervello rappresenta il centro narrativo di The Manchurian Candidate, ma il film non si limita a utilizzarlo come elemento da thriller.
La manipolazione mentale diventa una metafora più ampia del potere. Se è possibile alterare la percezione di una persona, suggerisce il film, diventa possibile intervenire anche sulle sue decisioni e sulle conseguenze politiche delle sue azioni.
La fantascienza del film è quindi volutamente contenuta. Non servono tecnologie futuristiche: bastano propaganda, condizionamento psicologico e ambizione politica per creare un sistema nel quale la libertà individuale diventa fragile.