Titolo: Scuola inclusiva: i COBAS accolgono tutti senza distinzioni di nazionalità.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Il decreto legge n. 170 del 30 settembre 2026, in particolare gli articoli 12 e 13, solleva numerose critiche che lo rendono inaccettabile e degno di essere respinto. Dietro la maschera di una presunta politica di “integrazione”, si cela un’impostazione fortemente propagandistica che potrebbe trasformare le diversità in un tema di ordine pubblico e familiare anziché affrontarle come una questione educativa e sociale.
L’articolo 12, intitolato “Interventi urgenti per la promozione dell’integrazione degli studenti stranieri nell’ambito scolastico”, pone l’accento sull’integrazione anziché sull’inclusione. Questa sottile differenza ha delle implicazioni importanti: l’inclusione richiede che il sistema scolastico si adatti alle diverse esigenze, garantendo pari opportunità e valorizzando le diversità, anziché limitarsi ad inserire gli studenti in un modello predefinito.
La proposta contenuta nell’articolo 12 potrebbe trasformare il problema linguistico dei genitori stranieri in una forma di controllo sulle famiglie. Inoltre, l’introduzione di una sanzione economica per chi non segue il percorso linguistico nei CPIA potrebbe colpire persone già vulnerabili. La conoscenza della lingua italiana dovrebbe essere vista come un diritto e un’opportunità, non come un obbligo penalizzato con una multa.
Anche l’articolo 13 desta preoccupazione, poiché limita al 30% la presenza di alunni con background migratorio non italofoni nelle classi. Questo potrebbe penalizzare gli stessi studenti che si dovrebbero proteggere, costringendoli magari a frequentare scuole lontane e interrompendo relazioni sociali ed educative.
Per affrontare le sfide linguistiche e la complessità delle classi, sono necessari organici adeguati, classi meno affollate, mediatori linguistici e culturali, e risorse stabili per promuovere l’inclusione.
La scuola non deve costruire barriere, ma abbatterle; non deve separare, penalizzare la fragilità o la povertà, ma garantire a tutti il diritto all’istruzione. La multiculturalità non va vista come una minaccia da contenere, ma come una ricchezza per la scuola italiana.
Le fonti ufficiali confermano l’importanza di promuovere un’educazione inclusiva e rispettosa delle diversità per garantire un ambiente scolastico equo e accogliente per tutti gli studenti.
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