Toblerone fa causa a piccola azienda per design simile di snack vegano.

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - Food

Contesa tra Mondelēz e Catherine’s Originals: il caso della O’bar

Mondelēz International ha intrapreso una battaglia legale contro Catherine’s Originals, accusando l’azienda britannica di violazione del marchio a causa della forma della O’bar, una barretta vegana. La società americana sostiene che il design della O’bar presenti somiglianze eccessive con il noto Toblerone, marchio svizzero icona nel mondo del cioccolato. La disputa si concentra principalmente sulla sagoma dei due prodotti: mentre il Toblerone è caratterizzato da punte triangolari, la O’bar presenta una forma con segmenti arrotondati.

Catherine Dodd, la fondatrice di Catherine’s Originals, ha risposto con fermezza alle accuse, dichiarando: “La forma della nostra O’bar è un omaggio alla lettera O del nostro nome, non ha nulla a che vedere con le montagne di cioccolato del Toblerone.” Mondelēz, dal canto suo, insiste sul fatto che la sagoma distintiva del Toblerone deve essere legalmente tutelata per evitare confusione tra i consumatori.

La nascita di Catherine’s Originals e l’importanza del marchio

Catherine’s Originals ha preso vita nel 2021 nella regione del West Sussex quando Dodd era ancora adolescente. Con un approccio innovativo e una forte presenza sui social media, l’azienda ha saputo conquistare un pubblico crescente, gestendo la maggior parte dei suoi ordini attraverso Instagram. Secondo un rapporto del Telegraph, nel 2022 l’impresa era cresciuta fino a contare dieci dipendenti, trasformandosi in un punto di riferimento nel settore delle barrette vegane.

Nonostante la piccola dimensione dell’azienda, la lotta di Dodd contro un colosso come Mondelēz non è semplice. Ha dichiarato: “Sentirsi minacciati da una causa di questo genere è qualcosa di spaventoso. Ho investito tanto tempo e impegno per costruire Catherine’s Originals, e non posso accettare che la nostra O’bar venga messa in discussione in questo modo.” La fondatrice sottolinea l’importanza di difendere il proprio prodotto e le proprie idee come piccola imprenditrice.

Dopo aver tentato di trovare un accordo con Mondelēz per mesi, Dodd si è vista costretta a fare affidamento sul proprio team legale per affrontare le accuse, che hanno inevitabilmente gettato una lunga ombra sulla giovane azienda. Il tutto avviene in un contesto in cui Mondelēz può contare su un portafoglio di marchi prestigiosi, come Oreo e Cadbury, con circa 91.000 dipendenti in tutto il mondo.

Precedenti di controversie sui marchi nel settore dolciario

Non è la prima volta che Mondelēz affronta situazioni simili nel mondo delle barrette dolciarie. Nel 2017, l’azienda contestò anche la forma della barretta Twin Peaks, lanciata dalla catena britannica Poundland. Dopo lunghe discussioni, Poundland decise di rinviare il lancio, apportando modifiche sia alla forma che alla confezione del prodotto. La risposta del mercato alla diffusione di prodotti simili è una questione delicata per le aziende, che temono di perdere la propria identità distintiva.

Mondelēz ha dichiarato in un comunicato stampa: “La protezione dei nostri marchi è una priorità fondamentale, e non possiamo permettere che forme simili creino confusione tra i consumatori.” La questione della proprietà intellettuale è cruciale in un settore altamente competitivo come quello alimentare, dove ogni dettaglio del prodotto svolge un ruolo nella percezione del marchio da parte del pubblico.

Negli ultimi anni, la crescente popolarità delle barrette vegane ha fatto emergere nuovi competitor nel mercato, aumentando la necessità per i grandi gruppi di tutelare i propri marchi e le proprie innovazioni. Questo contenzioso rappresenta, quindi, non solo una battaglia legale, ma un simbolo di come il settore sta evolvendo e come le piccole imprese tentano di ritagliarsi uno spazio anche in un panorama dominato dai grandi marchi.

Il caso della O’bar di Catherine’s Originals è sicuramente destinato a fare notizia e a far discutere. La decisione finale spetterà ai legali, ma già ora si possono intravedere le sfide future per le piccole e medie imprese che cercano di affermarsi nel vasto mondo dell’industria dolciaria.

Ultimo aggiornamento: sabato 31 ottobre 2026, 20:22

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