Torna “Depositi Aperti”, 9 aperture straordinarie nei musei regionali dell’Emilia-Romagna

Pubblicato il da Redazione - Cronaca

BOLOGNA (ITALPRESS) – Ci sono i retroscena dei musei, le collezioni non ancora esposte, oggetti simbolo e testimonianze inedite. Dalla catena in bronzo che racconta le tecnologie idrauliche dell’antichità, attrezzi e manufatti che evocano il ruolo degli animali nel lavoro e nell’immaginario popolare, alle capparelle, calzettoni e sottovesti per esplorare come la famiglia contadina affrontava la stagione invernale, fino a un gruzzolo di 300 monete nascoste nel III secolo d.C. ai margini di una strada e ritrovate. Sono alcuni dei tesori custoditi nei Depositi museali dell’Emilia-Romagna e che tra novembre 2026 e gennaio 2027 si sveleranno al pubblico. “Depositi Aperti” è una rassegna per valorizzare il patrimonio dei musei e delle comunità, conservato nei depositi, proposta da “Depositi e Patrimoni in Rete”, che riunisce professionisti di 13 musei dell’Emilia-Romagna, e finanziata dalla Regione attraverso il nuovo bando per il sostegno alle reti museali 2026. Il primo appuntamento di questa edizione è sabato 7 novembre al Museo civico di Modena, dal titolo: “Dai depositi, nuove ricerche. Una catena di bronzo di età romana per acqua”, con un dialogo tra un’archeologa e un restauratore su questo reperto rinvenuto a Cittanova nel 2023, che rivela antiche tecnologie idrauliche. Ne seguiranno altri 8 in diversi luoghi del territorio regionale, con l’ultimo in programma venerdì 22 gennaio al Museo del Duomo e Museo diocesano di Fidenza (Pr), dal titolo: “Patrimoni dietro le quinte. La vita degli ‘oggetti’ nei depositi del Museo”, nel quale vengono valorizzati antichi arredi liturgici seriali e una collezione di monete, medaglie e gioielli (ex voto) che non hanno trovato posto nelle sale aperte al pubblico.

Percorsi originali, visite guidate, dialoghi, incontri coinvolgono anche il Met-Museo degli Usi e Costumi della gente di Romagna di Santarcangelo (Fc) attraverso l’esposizione di oggetti che raccontano il rapporto tra uomini e animali nella vita rurale, il Museo Casa Cervi di Gattatico (Re), il Museo della Civiltà Contadina-Istituzione Villa Smeraldi di Bentivoglio (Bo) con i suoi “Panni di lana e venti d’inverno” dal deposito tessile, il Museo archeologico di Cesena che rivela le nuove acquisizioni dalla “collezione Fusconi”, il Museo civico delle Cappuccine a Bagnacavallo (Ra) che invita a guardare oltre l’esposizione permanente e a conoscere la varietà e complessità delle collezioni;infine, i Musei civici di Reggio Emilia, con una visita guidata nell’archivio che raccoglie il patrimonio e il know-how del maglificio Miss Deanna, divenuto Centro internazionale di documentazione. Tutte le iniziative sono gratuite, con prenotazione obbligatoria o consigliata.

“Ogni deposito custodisce storie da riscoprire e valorizzare. Aprire le loro porte offre ai cittadini e alle cittadine la possibilità di entrare dietro le quinte dei musei e incontrare un patrimonio prezioso che parla delle nostre radici, delle trasformazioni della società e dell’identità dei territori– sottolinea l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni-. Con ‘Depositi Aperti’ rendiamo accessibile una ricchezza spesso nascosta, valorizzando il lavoro di rete tra istituzioni culturali e il ruolo dei musei come luoghi di conoscenza, dialogo e crescita collettiva. Un’opportunità per approfondire il grande lavoro di ricerca, conservazione e cura che rende i musei presìdi culturali. È anche un modo per avvicinare nuovi pubblici a storie, oggetti e testimonianze che hanno molto da raccontare al presente e al futuro delle nostre comunità”.

E’ una rete che riunisce professionisti di Musei che hanno partecipato alla formazione RE-ORG, metodo sviluppato da Iccrom (Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali) per la gestione dei depositi e per la conservazione preventiva, sostenuta dal 2021 dalla Regione Emilia-Romagna-Settore Patrimonio Culturale. Lo scopo della rete è la connessione tra professionisti esperti nella gestione dei depositi e la collaborazione tra le realtà istituzionali di cui fanno parte. La rete è aperta a nuovi Musei o Istituzioni culturali che intendono partecipare e condividerne gli obiettivi: la formazione, le buone pratiche sulla gestione dei depositi e sulla conservazione preventiva, la valorizzazione del patrimonio in deposito.

– foto ufficio stampa Regione Emilia-Romagna –

(ITALPRESS).

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