Tropical dry forests face collapse, yet their plight goes largely unnoticed.
Pubblicato il da Redazione - Green
L’importanza delle foreste tropicali secche
Nel panorama degli ecosistemi in pericolo, le foreste tropicali secche raramente ottengono l’attenzione che meritano. A differenza delle giungle lussureggianti e dei deserti estremi, queste foreste in via di estinzione ricoprono una funzione cruciale per la sopravvivenza di innumerevoli specie, compreso l’essere umano, come riportato da Liz Kimbrough.
Le foreste tropicali secche si estendono in America Latina, Africa, Asia e Oceania, rappresentando quasi la metà di tutte le foreste tropicali e subtropicali del mondo. Sono il rifugio di specie emblematiche come giaguari, procioni nani, lemuri e tapiri, oltre ad essere una risorsa vitale per centinaia di milioni di persone, che le utilizzano per il combustibile, il cibo, la medicina e la sicurezza economica. Purtroppo, queste foreste sono in rapido declino.
Diminuzione delle foreste tropicali secche
Un grande studio del 2022 ha stimato che tra il 2000 e il 2020 sono andati perduti più di 71 milioni di ettari (circa 175 milioni di acri) di foreste tropicali secche, un’area pari a due volte la dimensione della Germania. I punti critici di deforestazione si concentrano in zone come il Gran Chaco dell’Argentina, il Cerrado del Brasile, il Sud-est asiatico e gran parte dell’Africa. Le aree forestali rimaste sono spesso frammenti isolati, privi di protezione e schiacciati dall’agricoltura industriale.
“Distruggere queste foreste significa distruggere il benessere delle popolazioni umane che ne dipendono,” ha avvertito Phosiso Sola del Centro per la Ricerca Forestale Internazionale (CIFOR). Le conseguenze per le comunità locali possono essere devastanti, poiché queste foreste forniscono essenziali risorse quotidiane.
Vulnerabilità al cambiamento climatico
Le foreste secche sono particolarmente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico. Nella regione di Guanacaste in Costa Rica, dove l’ecologo Dan Janzen lavora dal 1960, il periodo secco si è prolungato di due mesi e le temperature superano i 32° Celsius per quasi due terzi dell’anno. Questi cambiamenti stanno spingendo molte specie ai loro limiti fisiologici, alterando i segnali legati alle piogge che una volta sincronizzavano i cicli vitali degli insetti e la fioritura delle piante. Di conseguenza, intere reti alimentari si stanno sgretolando.
Gli impatti del cambiamento climatico non riguardano solo la biologia; questi mutamenti stanno provocando l’aumento degli incendi boschivi e la perdita di suolo, minacciando sia gli ecosistemi che le economie rurali. Alcune specie potrebbero avere la capacità di adattarsi, ma altre potrebbero scomparire. Secondo gli scienziati, senza un intervento straordinario, potremmo assistere a un collasso ecologico nell’arco di pochi decenni.
Un ecosistema sottovalutato
Nonostante l’evidente crisi, le foreste tropicali secche rimangono croniche sottofinanziate e poco studiate. A differenza delle foreste pluviali dell’Amazzonia o del Congo, non suscitano allarme globale. Il loro aspetto sobrio e la loro scarsità stagionale le rendono facilmente trascurabili, fino a quando non saranno perdute per sempre. È cruciale che si inizi a prestare attenzione a questo patrimonio ecologico, che è fondamentale non solo per la biodiversità, ma anche per il benessere delle comunità circostanti.
È essenziale che governi, organizzazioni e comunità locali collaborino per proteggere e restaurare questi ecosistemi vitali. La conservazione delle foreste tropicali secche non è solo una questione ambientale, ma anche una necessità economica e sociale per milioni di persone in tutto il mondo.
Per approfondire questo tema, puoi leggere l’intero articolo di Liz Kimbrough qui.
Immagine in evidenza: I giaguari si muovono attraverso diversi tipi di ecosistema, comprese le foreste tropicali secche. Immagine © Carlos Eduardo Fragoso/Greenpeace.
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