Truman Capote, un omaggio a uno dei personaggi più discussi della letteratura del Novecento (pagina 9)
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo
L’importanza di Truman Capote non sta soltanto nell’aver scritto A sangue freddo o nell’aver creato Holly Golightly. Sta soprattutto nell’aver dimostrato che la realtà poteva essere raccontata con la complessità, la struttura e la forza emotiva della narrativa. La sua idea del “nonfiction novel” ha contribuito a modificare il modo in cui la cultura americana avrebbe guardato al rapporto tra giornalismo e letteratura.
La sua eredità è quindi doppia. Da una parte c’è lo scrittore di Altre voci, altre stanze, Colazione da Tiffany e A sangue freddo; dall’altra c’è l’autore capace di trasformare la cronaca, le persone reali e persino la propria vita sociale in materiale narrativo. I suoi archivi, conservati anche dalla Library of Congress, permettono ancora oggi di studiare il processo attraverso il quale trasformava osservazioni e testimonianze in letteratura.
A cent’anni dalla sua nascita, Truman Capote rimane dunque una figura centrale per comprendere la cultura americana del secondo Novecento. Non soltanto perché ha scritto libri diventati classici, ma perché ha contribuito a cambiare una domanda fondamentale: fino a che punto la realtà può essere raccontata come un romanzo senza smettere di essere realtà? È proprio dentro questa tensione, ancora oggi irrisolta, che si trova una parte essenziale della sua modernità.