Trump scuote la democrazia Usa “una volta per tutte”
Pubblicato il da Giuseppe Recca - Mondo
di Stefano Vaccara
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Donald Trump ha oltrepassato un’altra linea rossa. Questa volta non attraverso un post sui social o una battuta improvvisata davanti ai giornalisti, ma durante un comizio elettorale sabato sera a Vandalia, in Ohio, mentre chiedeva agli americani di votare per i candidati repubblicani alle elezioni di metà mandato del 3 novembre.
“Abbiamo vinto ogni battaglia, sconfitto ogni bufala, superato ogni minaccia e ora siamo sul punto di sconfiggere comunisti, socialisti, lunatici radicalizzati e criminali una volta per tutte”, ha detto Trump. Poi ha aggiunto una frase ancora più pesante: “Li metteremo al tappeto una volta per tutte”.
Il problema non è la consueta aggressività verbale di Trump. È che il Presidente degli Stati Uniti stava parlando dei suoi avversari politici americani, trasformando ancora una volta la competizione elettorale in una battaglia contro nemici da eliminare politicamente “una volta per tutte”. Poco dopo ha promesso ai suoi sostenitori una grande vittoria repubblicana aggiungendo, con il linguaggio volgare ormai abituale nei suoi comizi: “We’re going to shove it up their ass”.
A cogliere immediatamente il significato di quel “once and for all” è stato Steve Schmidt, per decenni stratega repubblicano, consigliere della Casa Bianca di George W. Bush e tra i principali responsabili della campagna presidenziale di John McCain nel 2008, prima di rompere con il partito durante la prima presidenza Trump.
“Il Presidente degli Stati Uniti sta parlando di americani. Dei suoi concittadini”, scrive Schmidt nella sua newsletter The Warning. Il punto, sostiene, è elementare: in una democrazia gli avversari sconfitti alle elezioni continuano a essere cittadini con gli stessi diritti e quando vincono acquisiscono il diritto di governare. Per Schmidt, invece, quel “once and for all” rappresenta un salto ulteriore nella retorica trumpiana: l’avversario politico non viene più semplicemente battuto alle urne, ma descritto come una minaccia alla nazione.
E’ questa la linea rossa attraversata sabato sera: non l’insulto, non la volgarità e neppure l’ennesimo attacco ai democratici, ma l’idea che una parte dell’America possa essere considerata nemica dell’altra e che una vittoria elettorale debba servire a regolare i conti “una volta per tutte”. A meno di un mese dal voto del 3 novembre, sono parole che fanno venire i brividi a chi crede ancora nella resilienza della democrazia americana a resistere a qualsiasi scossa, anche a quelle di Trump.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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