UE considera di escludere il cuoio dalla legge contro la deforestazione dopo pressioni industriali.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
L’industria della pelle in Europa sotto pressione
L’Unione Europea si avvia a escludere la pelle dall’ambito della sua innovativa legge contro la deforestazione, dopo mesi di pressioni intense da parte dell’industria. Le associazioni del settore, guidate da COTANCE e UNIC, hanno tenuto almeno 22 incontri con i legislatori dal 2021, con oltre un terzo di questi avvenuti nell’ultimo anno. Durante questi incontri, 11 volte è stata discussa specificamente la Regolazione sulla Deforestazione dell’UE.
Le industrie dei conciari sostengono che la pelle non dovrebbe essere soggetta alle normative, asserendo che le pelli sono solo scarti nella produzione di carne bovina. Gli ambientalisti hanno definito questa posizione “vergognosa”, evidenziando che le pelli bovine spesso provengono dalla stessa filiera di approvvigionamento problematica della carne.
Le nuove proposte della Commissione Europea
Nel corso dell’anno scorso, l’industria della pelle ha intensificato la sua campagna di lobbying a Bruxelles per ottenere un’esenzione dalla Regolazione sulla Deforestazione dell’UE (EUDR). L’iniziativa ha dato i suoi frutti: il 4 maggio, la Commissione Europea ha formalmente proposto di escludere pelle, pelli e materie prime dalla portata della normativa, poco prima dell’entrata in vigore prevista per la fine dell’anno.
Questa proposta è stata avanzata attraverso un atto delegato, un meccanismo legale che consente alla Commissione di modificare parti non essenziali di una legge esistente senza riaprire il dibattito legislativo completo. Ciò cambierà l’Allegato I della EUDR, che elenca le materie prime soggette alla regolazione.
Gli esperti legali, tra cui Irina Antoshevska di Mayer Brown, hanno identificato questo riesame come una fondamentale opportunità per le industrie che cercano di aggiungere o rimuovere codici doganali dalla normativa. Dopo la pubblicazione della bozza, cittadini e altri soggetti interessati possono fornire feedback fino al 1° giugno.
Il caso dell’esclusione della pelle è parte di una revisione più ampia annunciata dalla Commissione Europea per semplificare i carichi amministrativi legati alla EUDR. Tuttavia, le associazioni dell’industria della pelle hanno colto l’opportunità per spingere per la loro esclusione, mantenendo un messaggio coerente: la pelle non dovrebbe essere considerata una merce che contribuisce alla perdita delle foreste.
I loro argomenti sono stati contestati da un ampio corpo di ricerche scientifiche e report investigativi, che collegano le filiere della pelle alla deforestazione e ai conflitti terrieri, soprattutto in America Latina. Uno studio recente pubblicato sulla rivista “Nature Food” ha rilevato che l’espansione dei pascoli per carne e pelle è stata il maggiore responsabile della deforestazione guidata dalle merci nel mondo dal 2001 al 2022.
In merito alle importazioni di pelle nell’UE, un’altra ricerca ha stimato che la richiesta del settore per le pelli bianca è responsabile della perdita di fino a 31.000 ettari di foreste all’anno.
Luciana Téllez-Chávez, ricercatrice senior presso Human Rights Watch, ha affermato: “La posizione assunta dall’industria è vergognosa. Essi affermano: ‘Sappiamo che ci sono danni ambientali e violazioni dei diritti umani all’inizio della catena di approvvigionamento, ma non vogliamo assumerci la responsabilità di affrontarli noi stessi'”. Nonostante ciò, la Commissione ha accolto gli argomenti dell’industria.
Nella bozza, la Commissione ha suggerito di rimuovere le pelli, le pelli e i prodotti in pelle dall’ambito della regolazione, citando il valore economico inferiore del settore rispetto alla carne. Ha anche affermato che, se avesse introdotto regole più complete, il risultato sarebbe stato un “approccio frammentato e incoerente”.
L’EUDR entrerà in vigore il 30 dicembre per le aziende di grandi e medie dimensioni, mentre per le piccole imprese le normative inizieranno il 30 giugno 2027.
Il dibattito che si sta svolgendo a Bruxelles riflette una questione più ampia: quanto lontano è disposta ad andare l’UE nella regolazione delle filiere globali collegate alla deforestazione? Sebbene la pelle non sia la merce più visibile nella EUDR, è diventata una delle più contese. Qui si intrecciano agricoltura, moda, commercio e politica ambientale, evidenziando l’influenza del lobbying sui regolatori.
Per il settore ambientale, escludere la pelle indebolisce la logica interna della legge e crea lacune nell’applicazione. Dall’altra parte, l’argomento dell’industria è chiaro: se la pelle non è un principale responsabile, non dovrebbe essere regolata come tale.
Fonti ufficiali:
– Commissione Europea
– Nature Food
– Human Rights Watch
– Earthsight
La questione della pelle continua a sollevare discussioni significative e, mentre l’Unione Europea affronta la crescente pressione dell’industria, molti si chiedono come risponderà alle sfide ambientali collegati alla produzione di pelle e carne bovina.
Non perderti tutte le notizie di green su Blog.it