UN esperto denuncia l’aumento delle persecuzioni contro i difensori del clima in Europa.

Pubblicato il da Redazione - Green

UN esperto denuncia l’aumento delle persecuzioni contro i difensori del clima in Europa.

Aumento della Persecuzione degli Attivisti Climatici in Europa

Gli attivisti per il clima in tutto il mondo stanno affrontando un aumento della persecuzione e della criminalizzazione da parte dei governi, con misure particolarmente severe provenienti dall’Europa. Questo è quanto afferma Mary Lawlor, esperta dei diritti umani delle Nazioni Unite, che si è rivolta all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 16 ottobre scorso.

I governi di paesi come Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Spagna hanno adottato misure che criminalizzano le proteste e ridefiniscono le leggi sul terrorismo e sul crimine organizzato per perseguitare gli attivisti. Secondo Lawlor, ciò avviene nonostante le linee guida dell’Unione Europea sui difensori dei diritti umani, che restano per lo più inattuate.

Lawlor ha presentato i risultati del suo rapporto, evidenziando un aumento degli attacchi contro i cittadini che difendono i diritti umani legati ai cambiamenti climatici. Il rapporto rivela che i manifestanti non violenti di tutto il mondo sono stati accusati di reati come assemblea illegale, disturbo della quiete pubblica e persino finanziamento del terrorismo. Questa situazione crea un ciclo vizioso: la crisi climatica rimane irrisolta, i diritti umani sono a rischio e i difensori di tali diritti si sentono sempre più deterrenti nel farsi sentire.

Le Misure di Repressione in Europa

In Germania, ad esempio, gli attivisti del gruppo Letzte Generation (ora Neue Generation) affrontano accuse pesanti per “formare o partecipare a un’associazione a scopo criminoso”. Le loro azioni non violente, come piantare alberi su campi da golf e imbrattare jet privati, sono state etichettate come un crimine grave. Inoltre, il sito web del gruppo è stato chiuso e i suoi membri sono stati condannati a diversi anni di carcere.

Nel Regno Unito, la legislazione introdotta nel 2023 ha specificamente criminalizzato le tecniche pacifiche degli attivisti per il clima, stabilendo pene di sei mesi di carcere per chi si meraviglia ad oggetti. Le proteste che interrompono le “infrastrutture nazionali”, come impianti di petrolio e gas o aeroporti, possono portare a pene fino a un anno di prigione e multe illimitate.

In Francia, il ministro dell’Interno ha accusato il movimento degli attivisti ambientali Les Soulèvements de la Terre di “ecoterrorismo” nel 2022, cercando poi di sciogliere il gruppo, ma il provvedimento è stato successivamente annullato da un tribunale superiore. Misure simili sono state adottate in Spagna, dove i gruppi ambientali Extinction Rebellion e Futuro Vegetal sono stati etichettati come organizzazioni terroristiche. Le forze di polizia spagnole hanno anche eseguito operazioni sotto copertura contro almeno 12 organizzazioni ecologiste.

Dopo la presentazione di Lawlor, gli stati membri hanno sollevato domande su come aumentare la protezione per questi gruppi. La risposta di Lawlor è stata chiara: “Sapete cosa dovete fare, eppure non lo fate. Qui sento molte lacrime di coccodrillo e vedo un certo grado di agitazione seria”. Ha sottolineato l’importanza di garantire l’implementazione della protezione per i difensori dei diritti umani e di assicurarne la responsabilità nei confronti di chi li attacca. “È semplice. Serve solo volontà politica e determinazione, e non vedo questa determinazione”.

Ad esempio, secondo un rapporto di Amnesty International, gli attivisti ambientalisti sono sempre più oggetto di intimidazioni e aggressioni fisiche, non solo in Europa ma anche in altre regioni del mondo, come l’America Latina, dove alcuni attivisti hanno perso la vita per la loro causa.

Le linee guida europee sui diritti umani esistono, ma la loro applicazione pratica lascia molto a desiderare. Questo è un problema che necessita urgentemente di attenzione e azione da parte dei governi. È necessario un impegno concreto per proteggere coloro che difendono il nostro pianeta e promuovono i diritti umani. Solo così possiamo sperare di affrontare la crisi climatica e garantire un futuro più giusto e sostenibile per tutti.

Fonti ufficiali: Nazioni Unite, Amnesty International.

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