Una città francese riduce l’inquinamento marino e la prateria di fanerogame rifiorisce.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Una città francese riduce l’inquinamento marino e la prateria di fanerogame rifiorisce.

Il Ritorno dell’Erba di Nettuno nel Mediterraneo

L’ergumen di Nettuno, noto anche come Posidonia oceanica, è considerato uno degli habitat più ecologicamente importanti del Mar Mediterraneo. Questo tipo di prateria sottomarina è endemico della regione e sostiene un’ampia varietà di specie marine, ospitando fino al 25% della biodiversità marina locale. Negli ultimi decenni, però, l’ergumen ha subito un drammatico declino, sollevando preoccupazioni per la salute degli ecosistemi marini. Un recente studio ha messo in luce come le pratiche di gestione ambientale attuate a partire dagli anni ’80 abbiano portato a una straordinaria ripresa di questo habitat.

Uno studio pubblicato il 5 marzo nella rivista Marine Environmental Research ha documentato che dopo l’introduzione di normative ambientali più rigide in Francia a metà degli anni ’80, l’ergumen di Nettuno ha iniziato a ripopolare alcune zone delle acque di Marsiglia. La ricerca ha rilevato tassi di recupero che sono stati definiti “eccezionali” dagli esperti, con percentuali di copertura dell’ergumen che sono passate dal 47% nel 1986 al 94% nel 2025 in alcune aree campionate.

Un Modello di Restauro Passivo

Il capo autore dello studio, Patrick Astruch, ingegnere di ricerca presso GIS Posidonie, ha sottolineato l’importanza di approcci di restauro passivo per la rigenerazione dell’ergumen di Nettuno. Questo metodo prevede la rimozione delle cause umane del declino, permettendo alle praterie sottomarine di rigenerarsi naturalmente, invece di concentrarsi su interventi attivi come la piantagione o il trapianto delle specie. Astruch ha osservato un “trend molto positivo” che evidenzia la capacità dell’ergumen di riformarsi una volta che le pressioni antropiche sono state ridotte.

Nel corso dei decenni, varie pratiche di gestione hanno danneggiato significativamente l’ergumen di Nettuno. La crescita di questo ecosistema è stata ostacolata da inquinamento, pesca di strascico, ancoraggi e progetti di sviluppo costiero. Il cambiamento climatico e le specie invasive hanno ulteriormente complicato il suo recupero. In effetti, uno studio del 2014 ha rivelato che circa il 7% della biomassa dell’ergumen era andato perso annualmente nella metà del secolo precedente al 2009.

Astruch ha fatto notare che gli anni ’80 rappresentavano un punto critico per l’ergumen a Marsiglia, dove l’inquinamento da acque reflue non trattate e i rifiuti industriali avevano ridotto drasticamente la biodiversità. Le normative introdotte in seguito, come la legge sulla protezione dell’ergumen di Nettuno, hanno segnato un cambio di rotta, promuovendo la salvaguardia di questo habitat.

Per valutare gli effetti delle nuove normative, Astruch e il suo team hanno utilizzato dati raccolti precedentemente. Nel 1986, dei ricercatori avevano segnato delle aree sul fondale marino per monitorare la copertura dell’ergumen di Nettuno. In seguito a ripetuti rilievi, è emerso un aumento significativo della copertura che dimostra l’efficacia delle politiche di conservazione.

Il ritorno dell’ergumen di Nettuno offre un modello prezioso per altre aree nel Mediterraneo e nel mondo. Maria Salomidi, ecologa marina presso l’Istituto di Oceanografia del Centro Nazionale di Ricerca Marina in Grecia, ha sottolineato che “il ripristino passivo deve sempre precedere qualsiasi intervento attivo come approccio più cost-effective e ecologicamente sostenibile.”

Gyoreggiando con la biodiversità marina, l’ergumen di Nettuno non solo supporta le comunità marine, ma gioca anche un ruolo chiave nel sequestro di carbonio, contribuendo in maniera significativa a mitigare gli effetti delle emissioni umane.

Le pratiche di restauro attive, come la piantagione di nuove piante, sono frequentemente introdotte, ma spesso riportano risultati limitati per quanto riguarda la sopravvivenza degli ecosistemi ripristinati. Astruch ha avvertito che sforzi più mirati e la rimozione proattiva delle fonti di degrado ambientale sono essenziali per garantire la salute di ecosistemi delicati come le praterie di Posidonia.

Fonti ufficiali suggeriscono che l’approccio attivo nelle pratiche di restauro ha maggiori possibilità di successo quando è supportato da una significativa riduzione dell’inquinamento e da strategie di conservazione integrata. Questo studio fornisce uno spunto di riflessione per la conservazione degli ecosistemi oceanici in tutto il mondo, suggerendo che un cambiamento positivo è possibile se ci si concentra su una gestione ambientale responsabile e sostenibile.

Per ulteriori informazioni sulla ricerca, consulta gli articoli di Astruch et al. nel Marine Environmental Research e nel Biological Conservation.

Citations:

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