Università di Palermo, i premi Artemisia a Battaglia, Cosentino e alla memoria di Elda Pucci / Video

Pubblicato il da Redazione - Cronaca

PALERMO (ITALPRESS) – Un riconoscimento a tre figure femminili che si sono impegnate per cambiare la città, portando possibilità di riscatto laddove in tanti vedevano solo degrado: le vincitrici della seconda edizione del Premio Artemisia, istituito dall’Università di Palermo, sono la fondatrice di Lab Zen 2 Maruzza Battaglia, l’ideatrice di Cuoche combattenti Nicoletta Cosentino e, alla memoria, la prima e finora unica sindaca del capoluogo siciliano Elda Pucci.

Alle due premiate e ai familiari dell’ex prima cittadina sono stati consegnati una pergamena e un sigillo di ateneo, nel corso di una cerimonia nell’Aula Magna di Palazzo Steri: tra i presenti il rettore Massimo Midiri, il sindaco Roberto Lagalla e la prorettrice alle Pari opportunità Beatrice Pasciuta.

Obiettivo del premio è valorizzare esperienze di donne che hanno affrontato frontalmente le difficoltà, trasformandole in forme di riscatto individuale e collettivo: le esperienze di Battaglia, Cosentino e Pucci vanno proprio in questa direzione. La prima, con Lab Zen 2, ha portato creatività e opportunità di lavoro femminile in una delle periferie più complesse del capoluogo; la seconda, con Cuoche combattenti, ha trasformato la cucina in uno strumento di accoglienza, inclusione e valorizzazione individuale, offrendo sostegno a donne che attraversano percorsi di uscita dalla violenza domestica (di carattere non solo fisico, ma anche psicologico ed economico); l’ex prima cittadina, eletta nel 1983, ha avuto il compito di guidare la città in uno dei momenti storici più difficili a causa della pervasività mafiosa.

“La scelta delle premiazioni nasce dal presupposto che l’Università è il luogo non solo della conoscenza e della trasmissione della conoscenza, ma anche dell’apprezzamento e della trasmissione delle singole esperienze – sottolinea Midiri, – Alla base del premio c’è proprio l’esperienza di queste tre donne eccezionali, di cui due fortemente impegnate nel sociale e una che rappresenta un monumento di forza e passione civile, nella misura in cui Elda Pucci fu il primo politico che seppe mettersi contro un sistema di corruzione e di mafia: sono tre figure che hanno un significato profondo non solo per l’Università, ma per un’intera comunità; speriamo che da questi esempi i nostri ragazzi possano prendere un modello di vita e un modus operandi che porta a un miglioramento nel nostro sistema sociale”.

IL VIDEO

Il Premio Artemisia, spiega Lagalla, rappresenta “un momento opportuno per cadenzare il ricorso ai modelli educativi, che devono avere una durata continuativa sia all’Università sia nelle scuole sia in città: è uno spot che si accende e richiama all’attenzione pubblica alcune testimonianze, che rappresentano punti di luce in un momento di buio. Ringrazio Battaglia e Cosentino a nome della città: il loro impegno costituisce per me motivo di grande apprezzamento e gratitudine. Elda Pucci è stata la prima e unica sindaca di Palermo, ma è stata anche medico, primario ospedaliero, politica a tutto tondo, testimone di un tempo in cui il protagonismo delle donne veniva visto con diffidenza o ironia: lei ha saputo non solo affermarsi, ma dare un esempio di moralità e rigore in un momento in cui la città ne aveva più che mai bisogno”.

Con questo riconoscimento, racconta Pasciuta, l’Università ha voluto creare “una sorta di pantheon delle donne che hanno fatto qualcosa per la città: le politiche che facciamo all’Università vogliamo poi sperimentarle sul territorio. Oggi premiamo tre figure che hanno fatto, che avevano un’idea e l’hanno messa in pratica con difficoltà enormi, ma con un impegno incredibile e senza pietismi o retorica. L’anno scorso il premio alla memoria era andato a Francesca Morvillo, quest’anno a Elda Pucci che è stata la prima sindaca di Palermo in un momento difficilissimo che ha pagato a caro prezzo: lei è anche l’unica sindaca di Palermo, questo significa che l’attenzione deve essere sempre accesa, perché come diceva Emma Bonino ‘i passi avanti non sono mai acquisiti’”.

Battaglia non nasconde l’emozione di ricevere il premio e lo definisce “il coronamento di un progetto iniziato nel 2008 allo Zen 2: al tempo rimasi letteralmente indignata dallo stato di abbandono e di degrado in cui vivevano gli abitanti. Non ho avuto il minimo dubbio sul lasciare ciò di cui mi occupavo per lasciarmi in questa bellissima avventura: la mia indignazione viene anche dalla mia sete di giustizia, perché reputo che gli abitanti siano ingiustamente ghettizzati dal resto della città. Conobbi le donne del quartiere e legai soprattutto con Rosi Antonelli: insieme decidemmo di creare Lab Zen 2 e puntare su lusso e bellezza. La gente aveva paura di entrare nel quartiere, io non ne ho mai avuta”. 

Lo sforzo per cambiare la situazione delle donne, afferma Cosentino, “è un percorso lungo: nove anni fa si parlava di violenza fisica e un po’ meno di quella psicologica e domestica, che è più invisibile e per noi è il focus; penso e spero che per qualche donna abbia fatto la differenza, qualora abbia avuto modo di rispecchiarsi in quello che raccontiamo. Con Cuoche combattenti diamo opportunità di reinserimento lavorativo, attraverso tirocini o borse di lavoro, a donne in percorsi di fuoriuscita dalla violenza e seguite da centri antiviolenza o altre associazioni: all’interno del laboratorio siamo tutte donne con un passato simile e ci facciamo forza l’un l’altra. Il nostro obiettivo è arrivare alle donne ancora chiuse in casa e aiutarle a uscirne”.

-Foto xd8/Italpress-(ITALPRESS).

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