Ustica, il caldo estremo mette in crisi i fondali: morie e sbiancamento tra le specie marine
Tra le osservazioni più significative c’è anche quella relativa alla Posidonia oceanica, una delle specie fondamentali per gli ecosistemi costieri del Mediterraneo. Per la prima volta nell’ambito del progetto Mare Caldo è stato documentato uno sbiancamento della Posidonia, un fenomeno ancora oggetto di studio ma associato alle temperature particolarmente elevate dell’acqua.
La Posidonia svolge un ruolo essenziale negli ecosistemi marini: offre rifugio e habitat a numerose specie, contribuisce alla produzione di ossigeno e partecipa all’assorbimento e allo stoccaggio del carbonio. Il suo deterioramento rappresenta quindi un segnale importante dello stato di salute del mare.
Parallelamente, nelle acque di Ustica è stata osservata una maggiore presenza di specie termofile, cioè organismi favoriti dall’aumento delle temperature. Tra queste il pesce pappagallo Sparisoma cretense e il vermocane (Hermodice carunculata), specie che può contribuire ad alterare gli equilibri degli ecosistemi costieri alimentandosi anche di organismi già sottoposti allo stress provocato dal cambiamento climatico.
«Quello che abbiamo osservato sott’acqua nei quattro siti di immersione che abbiamo indagato a Ustica non è per niente confortante», ha dichiarato Valentina Di Miccoli, della campagna Mare di Greenpeace Italia, sottolineando come sia stata osservata per la prima volta un’evidenza così marcata degli impatti fino a 40 metri di profondità.
