Valeria Golino a Venezia 83: “Non voglio Concorso solo per essere donna”

Valeria Golino a Venezia 83: “Non voglio Concorso solo per essere donna”

Valeria Golino a Venezia 83: “Non voglio Concorso solo per essere donna”

ROMA (ITALPRESS) – Valeria Golino è la protagonista della cover del nuovo numero di Vanity Fair Italia, in edicola da mercoledì 12 agosto per due settimane. L’attrice sarà presente alla prossima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con quattro film: tre come interprete e uno come produttrice, affiancando Anna Foglietta al debutto alla regia.

Nell’intervista affronta il tema della rappresentanza femminile al Festival, commentando le dichiarazioni del direttore della Mostra, Alberto Barbera: “Penso che Alberto abbia tutto il diritto di scegliere i film che ritiene migliori. Su questo non discuto. Ma avrebbe dovuto esprimersi diversamente, perché detta così quella frase non suona bene”.

Golino precisa di non chiedere quote o trattamenti di favore: “Non vorrei mai entrare in concorso soltanto perché sono una donna e fa comodo avermi. Lo troverei più offensivo che non essere scelta. Barbera ha tutto il diritto di non prendere un mio film. Ma non di dire che ha cercato “disperatamente” film diretti da donne. Quella parola non va bene. Il linguaggio ha un peso”.

In esclusiva, nel numero, anche una conversazione profonda che intreccia memoria, servizio e una netta presa di posizione sui valori delle Forze Armate, con il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’oro al valor militare e consigliere del ministro della Difesa Guido Crosetto. Gravemente ferito nella battaglia di Mogadiscio del 1993, Paglia si rese protagonista di un gesto di straordinario coraggio, riuscendo a salvare quattro commilitoni e diventando da allora simbolo di valore e resilienza.

Paglia torna sul dibattito aperto dalle posizioni dell’ex generale Roberto Vannacci e prende nettamente le distanze dalle sue dichiarazioni: “Sono stato autorizzato dal ministro Crosetto a spiegare che la stragrande maggioranza degli uomini e delle donne in uniforme non la pensa come lui”, afferma. E sui temi dell’inclusione aggiunge: “Quando incontro ragazze e ragazzi di seconda generazione che mi raccontano il loro desiderio di entrare nelle Forze Armate per ringraziare l’Italia, non c’è niente di più bello”.

Paglia difende il percorso compiuto dal mondo militare sul fronte della disabilità, definendo “un passo indietro enorme” l’ipotesi di classi differenziate per gli studenti con fragilità e descrive il lavoro svolto con il gruppo sportivo paralimpico della Difesa per ribadire che “la percezione che un militare debba essere efficiente solo fisicamente va superata”.

L’intervista è anche il racconto di una vita che, dopo il proiettile che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, non ha mai smesso di guardare avanti: “Mi dicevano che era impossibile. Ho risposto che stavano parlando con l’uomo sbagliato”. E sul futuro non lascia spazio al rimpianto: “Io sto bene, poteva andarmi peggio”.

Ripercorrendo il giorno della battaglia di Mogadiscio, Paglia ricorda anche la scelta che gli è costata la sua condizione attuale, non sparare a un bambino armato: “Se avessi agito diversamente, oggi camminerei. Ma non potrei più guardarmi allo specchio”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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