Vertice sulle specie migratorie: nuovi protocolli marini per contrastare l’estinzione.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Nuove Protezioni per le Specie Migratorie: Risultati del COP15 in Brasile
Durante l’ultima riunione della Convenzione sulle Specie Migratorie degli Animali Selvatici, sono state adottate nuove protezioni per 40 specie migratorie, tra cui 33 animali marini come squali, uccelli marini e limicoli. La 15ª Conferenza delle Parti (COP15), che si è svolta in Brasile dal 23 al 29 marzo, ha messo in evidenza l’importanza delle “rotte aeree marine” per gli uccelli migratori e ha sottolineato aree chiave per la biodiversità marina. I delegati hanno anche richiesto la protezione degli alti fondali marini dalle pratiche di pesca distruttive e un approccio precauzionale riguardo all’estrazione mineraria in mare profondo, per affrontare i potenziali impatti sulle specie migratorie. Gli esperti di conservazione hanno lodato i passi avanti fatti al COP15, ma hanno anche emesso avvertimenti severi riguardo all’accelerazione dell’estinzione e al declino delle specie.
Un Primo Passo Verso la Conservazione degli Animali Migratori
La COP15 ha offerto nuove chance di protezione per decine di animali migratori, inclusi 33 specie marine. L’incontro, svoltosi a Campo Grande, Brasile, ha avuto lo slogan “Collegare la Natura per Sostenere la Vita”. Amy Fraenkel, segretario esecutivo del CMS, ha dichiarato a Mongabay che è stata una COP particolarmente forte per le specie marine.
La CMS è una convenzione delle Nazioni Unite ratificata da 132 nazioni e dall’Unione Europea, con l’obiettivo di costruire la cooperazione internazionale necessaria per la conservazione delle specie migratorie a livello globale. Tra i risultati chiave dell’ultima riunione ci sono state nuove o rafforzate protezioni per 40 species e popolazioni, che includono 26 uccelli marini, tre limicoli e quattro specie di squali. Inoltre, sono stati presi provvedimenti per ridurre la cattura accidentale delle specie protette e identificare le rotte marine e le aree chiave per la conservazione delle specie migratorie.
I delegati hanno chiesto una maggiore protezione degli alti fondali marini, riconoscendo le esigenze di conservazione dei pesci d’acqua dolce e proteggendo contro gli impatti dell’estrazione mineraria in mare profondo. Fraenkel ha sottolineato l’importanza di esaminare i sistemi oceanici, comprese le coste e i limicoli che dipendono da questi ambienti. “Sono felice di vedere che in questa COP abbiamo iniziato a farlo”, ha affermato.
Mentre gli esperti di conservazione hanno elogiato i passi fatti al COP15, l’incontro ha anche evidenziato tendenze preoccupanti: secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), quasi la metà delle 1.189 popolazioni di specie migratorie protette dal trattato CMS è in calo, un aumento rispetto al 44% di due anni fa. Inoltre, il 24% è minacciato di estinzione, principalmente a causa dell’overexploitation e della perdita e frammentazione degli habitat.
Protezioni per le Specie di Pesci e gli Squali
Il lavoro del CMS si basa su due elenchi di specie migratorie, noti come “Appendici”, che prevedono differenti livelli di protezione. Le specie elencate nell’Appendice I necessitano di protezione rigorosa, incluse le restrizioni a caccia, pesca, uccisioni o catture. Le specie in Appendice II richiedono cooperazione internazionale per garantirne la conservazione.
Durante il COP15, quattro specie di squali, tra cui lo squalo volpe e lo squalo martello, hanno ricevuto nuove protezioni. L’adozione di queste misure rappresenta il riconoscimento che le specie di squali, in crescita lenta e in pericolo, debbano essere trattate come altre forme di vita marina. Dana Tricarico della Wildlife Conservation Society ha affermato che il successo dipenderà dall’attuazione efficace da parte dei paesi di questi nuovi obblighi.
Inoltre, il summit ha portato all’adozione di una decisione riguardante la cattura accidentale per i pesci protetti, il che renderà più facile l’applicazione di regole contro il mantenimento a bordo o il rilascio di specie in Appendice I.
Un importante studio ha rivelato che i pesci migratori d’acqua dolce sono tra la fauna più vulnerabile al mondo. Sono state identificate per la prima volta 325 specie di pesci migratori d’acqua dolce che necessitano di cooperazione intergovernativa per la gestione. Questo ha spinto alla creazione di piani d’azione regionali, come il Piano d’Azione Regionale per il Pesce Gatto Migratore dell’Amazzonia, che include specie come il dorado.
La COP15 ha anche approvato un piano d’azione per la protezione dell’anguilla europea, un passo significativo per la conservazione delle specie vulnerabili.
Rotte Marine e Aree di Biodiversità
I delegati hanno riconosciuto sei importanti rotte marine dove le migrazioni degli uccelli marini sono concentrate. Questa individuazione fornirà una base per coordinare le priorità e mobilitare le risorse necessarie per proteggere queste aree. Misure di protezione per le acque internazionali potrebbero anche derivare dalla ricerca del CMS che mappa le aree chiave per squali, mammiferi marini e tartarughe.
Secondo Fraenkel, l’individuazione di queste aree hotspot di biodiversità rappresenta un traguardo importante, visto l’entrata in vigore del trattato sulla Biodiversità oltre le Giurisdizioni Nazionali (BBNJ). Con queste mappe, sarà possibile mostrare quali aree richiedono protezione.
Inoltre, una risoluzione COP15 ha riconosciuto gli alti fondali marini come habitat critici per diverse specie migratorie marine. Questo è stato accolto come una decisione storica dai conservazionisti.
Il prossimo incontro della CMS, COP16, si svolgerà a Bonn, in Germania, nel 2029, e rappresenterà un’importante opportunità per avanzare nella protezione delle specie migratorie.
Le informazioni fondamentali sono disponibili sulla piattaforma ufficiale della CMS e sul sito dell’UNEP, dove è possibile consultare i report dedicati alle specie migratorie e avere aggiornamenti costanti sul tema.
Fonti:
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