Viaggio in treno in Italia: un’esperienza estetica che supera le tendenze contemporanee.
Pubblicato il da Redazione - Viaggi
Una giornata grigia e noiosa a Roma si trasforma in un’esperienza unica non appena entro nel lounge de **La Dolce Vita Orient Express**, un’area dedicata ai passeggeri situata presso la stazione Ostiense. Appena varcata la soglia, la tristezza scompare: il soffitto giallo lucido illumina il locale come se fosse pervaso dalla luce del sole. Luminose lampade in vetro di Murano decorano le pareti, diffondendo una calda luce dorata. I miei bagagli vengono prontamente presi in carico da un valet elegantemente vestito, mentre mi siedo su uno dei soffici divani color arancio bruciato. Un gentile cameriere mi offre un cappuccino servito in una delicata porcellana con l’emblema Orient Express in blu. È solo l’inizio di un viaggio memorabile, e questo è esattamente ciò che conta.
Design e Storia: L’Orient Express Rivive
Il lounge è solo il primo indizio dell’attenzione riservata al design da parte del brand francese **Accor**, che ha collaborato con **Arsenale Group**, un’azienda italiana di lusso nel settore dei viaggi, per riportare in vita l’Orient Express. Quest’iconico treno ha attraversato l’Europa per 126 anni, prima di fermarsi nel 2009. **La Dolce Vita Orient Express** è stata lanciata ad aprile ed è il primo di sei treni che in futuro disporranno di 12 vetture in grado di trasportare fino a 62 ospiti in viaggi di una, due e tre notti. La mia avventura mi porterà a visitare le meravigliose città di Venezia e Portofino. “Ciò che mi ha colpito di questo progetto è l’idea di creare un viaggio restando immobile,” afferma Hugo Toro, l’architetto francese-messicano che ha curato il lounge.
La progettazione immersiva e l’emozione sono nel DNA dell’Orient Express, famoso per i suoi carrelli ristorante lussuosi e le sue carrozze dorate. Il nuovo treno, creato dallo studio **Dimorestudio** di Milano, presenta una raffinata tonalità di blu notte, che si distingue tra i treni per pendolari sulla piattaforma. Questo design è un omaggio al glamour italiano degli anni ’50, ma è anche sintonizzato sui gusti dei direttori creativi, imprenditori e celebrità che lo utilizzeranno oggi; i velluti ricchi e i pattern curati sono sia eleganti che accoglienti. Ogni cabinato, corridoio e spazio comune è stato rimodellato con attenzione da Britt Moran ed Emiliano Salci, noti per i loro progetti emotivi in spazi come il celebre **Arts Club** di Londra. Non appena salgo a bordo, mi viene offerto un bicchiere di Franciacorta, che sorseggio in uno dei raffinati booth retro del bar, ammirando i motivi a diamante e le tonalità gioiello che lo caratterizzano. “È un luogo dove geometria e atmosfera si incontrano,” afferma Moran. “Lo abbiamo immaginato come il palcoscenico di un momento tranquillo al tramonto, con linee curve e dettagli nitidi che guidano lo sguardo.”
Interazione e Design all’Interno del Treno
Come Toro, Moran e Salci hanno accolto il progetto restando fedeli al loro ethos creativo. I motivi audaci richiamano i pannelli **Indiscreto** che vendono attraverso la loro linea di mobili di lusso **Dimoremilano**. “Progettare un treno significava creare un viaggio, non solo uno spazio,” spiega Salci. I corridoi accoglienti incoraggiano i passeggeri a socializzare. Durante la colazione, scambio racconti con un signore ben vestito al tavolo accanto al mio; di sera, nel bar, i passeggeri italiani intonano con entusiasmo le parole di “Tu Vuò Fa’ L’Americano” per farci partecipare a un canto collettivo. Ma il design del treno ci invita anche ad ammirare i paesaggi che scorrono oltre il finestrino, come quando, nei pressi di Venezia, il verde lussureggiante del Veneto lascia il posto al blu intenso del Mediterraneo.
Ogni cabinato è una fusione perfetta di forma e funzionalità. La mia è dotata di pannelli in legno ondulati, illuminazione soffusa e una vanità progettata con tale cura che potrebbe essere usata come caso studio in una scuola di design. C’è spazio per tutto, dai phon agli oggetti da viaggio, tutto può essere riposto discretamente in mobili su misura. “Abbiamo affrontato la funzionalità come parte dell’estetica, non come un compromesso,” afferma Salci. “Ogni elemento doveva contribuire all’esperienza emozionale e visiva.”
Nel corso di 48 ore, riempisco il mio rullino di dettagli: il luccichio delle posate nel ristorante, l’angolazione di un lampadario che cattura il crepuscolo. Ma ciò che rimane impresso è come il treno sia diventato un canale di connessione. “Non stavamo solo progettando interni,” mi dice Salci. “Stavamo costruendo un mondo in movimento, un palcoscenico per storie personali.”
Per ulteriori informazioni sui viaggi e sul design dell’Orient Express, puoi visitare il sito ufficiale di **Orient Express** e **Accor**.
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