WhatsApp avvisa migliaia di utenti su app fasulla che diffonde spyware governativo.
Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia
WhatsApp e il Rischio di App False: Allerta per 200 Utenti
WhatsApp ha avvisato circa 200 utenti che sono stati ingannati a installare una versione fraudolenta della sua applicazione di chat, contenente spyware governativo. Questo annuncio è stato condiviso con TechCrunch e ha attirato l’attenzione sull’attività illecita di hacker e aziende produttrici di spyware.
L’accusa è stata rivolta a SIO, un produttore di software spia italiano, accusato di sviluppare una versione fittizia dell’app di messaggistica per iPhone. WhatsApp ha dichiarato: “Il nostro team di sicurezza ha identificato proattivamente circa 200 utenti, principalmente in Italia, che riteniamo possano aver scaricato questo client non ufficiale malevolo.”
WhatsApp ha quindi provveduto a disconnettere gli utenti colpiti, avvisandoli dei rischi per la loro privacy e sicurezza associati al download di client non ufficiali. L’azienda ha anche raccomandato di eliminare la versione falsa e di scaricare l’app ufficiale di WhatsApp.
La Risposta di WhatsApp e le Misure Legali
Margarita Franklin, portavoce di WhatsApp, ha dichiarato a TechCrunch: “La nostra priorità è stata proteggere gli utenti che potrebbero essere stati ingannati da questa app iOS falsa.” Al momento, l’azienda non ha fornito ulteriori dettagli sui profili degli utenti avvisati, come se fossero giornalisti o membri della società civile.
WhatsApp ha anche annunciato l’intenzione di inviare una richiesta legale formale per fermare tali attività illecite da parte della società produttrice di spyware. Secondo il report, diverse fonti tra cui il giornale italiano La Repubblica e l’agenzia di stampa ANSA hanno riportato la notizia, sollevando così interrogativi sull’uso di software malevoli per il monitoraggio dei cittadini.
Lo scorso anno, TechCrunch aveva rivelato che SIO era responsabile di un certo numero di app Android malevole contenenti spyware, comprese versioni false di WhatsApp e strumenti di supporto clienti per i fornitori di telefonia. Lo spyware di SIO è stato identificato con il nome “Spyrtacus”, una parola che era presente nel codice di questi software malevoli.
L’utilizzo di app false come strumento di sorveglianza è una pratica ben consolidata tra le autorità italiane, spesso in collaborazione con i fornitori di telefonia mobile, che inviano link di phishing ai propri clienti a nome delle forze dell’ordine. Questo solleva importanti questioni etiche sulla privacy e sui diritti degli individui nel contesto della sicurezza digitale.
SIO sviluppa software di spionaggio attraverso la sua consociata ASIGINT, accendendo così i riflettori sui legami tra la tecnologia e le agenzie governative. La sua attività ha suscitato preoccupazioni internazionali riguardo alla trasparenza e alla protezione dei dati personali degli utenti.
In un contesto più ampio, la denuncia di WhatsApp arriva a distanza di un anno dall’allerta a circa 90 utenti riguardo a spyware prodotta dalla società israeliana Paragon Solutions. Questa situazione aveva colpito in particolare giornalisti e attivisti pro-immigrazione, portando a un ampio scandalo nel paese, il quale aveva poi spinto Paragon a interrompere i rapporti con le agenzie di intelligence italiane.
Apple e SIO non hanno ancora risposto alle richieste di commento riguardanti questa vicenda. I legami tra software spia e diritti umani sono diventati un tema centrale, con esigenze sempre più pressanti per una maggiore regolamentazione e protezione dei dati a livello globale.
Fonti ufficiali come il sito di WhatsApp e l’agenzia ANSA offrono aggiornamenti continui su questa situazione, fornendo informazioni fondamentali per i cittadini preoccupati per la loro sicurezza digitale. Gli utenti sono fortemente incoraggiati a restare vigili e a scaricare sempre applicazioni ufficiali dalle fonti autorizzate per evitare sorprese indesiderate.
Per ulteriori informazioni sui rischi associati a software malevoli e sulle misure di protezione disponibili, è possibile consultare siti affidabili dedicati alla sicurezza informatica. La protezione dei dati personali è responsabilità di ogni singolo utente, e conoscere i rischi è il primo passo per rimanere al sicuro nel cyberspazio.
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