WhatsApp e i nuovi controlli parentali: per modificare serve un PIN dei genitori

Pubblicato il da Serena Siino - aggiornato il - Lifestyle

WhatsApp e i nuovi controlli parentali: per modificare  serve un PIN dei genitori

WhatsApp introduce nuovi strumenti pensati per aiutare genitori e tutori ad accompagnare gli adolescenti nell’utilizzo dell’app. I controlli parentali per i ragazzi tra i 13 e i 17 anni sono in fase di distribuzione graduale e sono facoltativi. Per attivarli, l’account dell’adolescente deve essere collegato a quello di un genitore o tutore.

Tra le novità più importanti c’è un PIN di sei cifre creato dal genitore, necessario per accedere alle impostazioni parentali e autorizzare alcune modifiche. Se il ragazzo vuole rendere meno restrittive determinate impostazioni di privacy, sarà necessaria l’approvazione del genitore attraverso il codice.

Privacy, gruppi e attività: cosa possono controllare i genitori

I nuovi strumenti consentono di intervenire su alcuni aspetti dell’esperienza WhatsApp dell’adolescente. I genitori possono, per esempio, stabilire chi può vedere determinate informazioni del profilo e chi può contattare il ragazzo, oltre a gestire alcune impostazioni relative a Stato, Canali e Meta AI.

Sono previste anche notifiche relative ad alcune attività: i genitori possono essere informati, ad esempio, quando l’adolescente entra o esce da un gruppo, quando aggiunge un nuovo contatto oppure quando un gruppo di cui fa parte aumenta significativamente il numero dei partecipanti.

Il PIN diventa quindi una sorta di chiave per impedire che le impostazioni stabilite dal genitore vengano modificate autonomamente dal ragazzo. Il codice deve essere creato dal genitore e non dovrebbe essere condiviso con l’adolescente.

I messaggi restano privati

Un aspetto importante riguarda la privacy delle conversazioni. I controlli parentali non consentono ai genitori di leggere i messaggi personali dell’adolescente. WhatsApp precisa che messaggi e chiamate personali continuano a essere protetti dalla crittografia end-to-end: nessuno al di fuori della conversazione, neppure WhatsApp o il genitore, può leggerli o ascoltarli.

L’obiettivo dichiarato da WhatsApp è quindi quello di fornire agli adulti alcuni strumenti di supervisione senza trasformare il controllo in un accesso alle conversazioni private dei ragazzi.

La funzione è facoltativa e viene distribuita progressivamente: per questo potrebbe non essere ancora disponibile per tutti gli utenti o in tutte le aree geografiche. WhatsApp consiglia di utilizzare l’ultima versione dell’app per verificare la disponibilità dei nuovi strumenti.

La novità si inserisce in un approccio che punta, secondo Meta, a favorire anche il dialogo tra genitori e adolescenti sull’utilizzo consapevole delle piattaforme digitali. Il controllo tecnologico, dunque, si affianca alla necessità di accompagnare i ragazzi nella gestione della propria presenza online.

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