Zangrillo propone giuramento per docenti: un passo indietro nella storia della scuola italiana.

Pubblicato il da Redazione - Scuola e Università

Zangrillo propone giuramento per docenti: un passo indietro nella storia della scuola italiana.

Il Ritorno dell’Obbligo di Giuramento per i Dipendenti Pubblici

Durante un recente evento elettorale di Forza Italia ad Aosta, il ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha annunciato la sua intenzione di ripristinare l’obbligo di “giuramento” per tutti i dipendenti pubblici, includendo insegnanti e personale Ata. Questo annuncio ha sollevato interrogativi e preoccupazioni, poiché la questione dell’obbligo di giuramento è stata fonte di dibattito in Italia per anni.

Gli effetti dell’annuncio non si sono fatti attendere, e ci si aspetta una serie di reazioni da parte di sindacati, associazioni e opinione pubblica. In effetti, un tentativo simile di introdurre una legge riguardante il giuramento fu ostacolato nella precedente legislatura, mostrando quanto questo tema possa generare dibattito e contrasti.

La Storia dell’Obbligo di Giuramento nella Scuola Italiana

L’obbligo di giuramento per il personale scolastico è stato in vigore fino al 1981, quando fu abrogato dalla legge 116 del 30 marzo. Fino a quella data, gli insegnanti, nel loro anno di prova, dovevano effettuare una “promessa solenne” che si trasformava in un vero e proprio giuramento al momento della conferma nel ruolo. Questo impegno formale suscitò un ampio movimento di opposizione, con molti che consideravano tale obbligo come una limitazione alla libertà di insegnamento.

Negli anni ’70, vari comitati e iniziative legali presero piede contro il giuramento. Uno dei casi più rilevanti fu quello del maestro bolognese Sandro Galli, la cui vicenda ha lasciato un segno indelebile nella storia della scuola italiana. Nel 1975, Galli si rifiutò di prestare giuramento, vedendosi successivamente privato della sua cattedra di applicazioni tecniche. Questa scelta gli costò molto: doveva aspettare fino al 1977 per riottenere un posto di lavoro, inizialmente come precario.

La Lotta di Sandro Galli e le Conseguenze

Nonostante la sua riassegnazione, la richiesta di giuramento si ripresentò, e Galli rifiutò nuovamente. La sua determinazione lo portò a intraprendere un clamoroso sciopero della fame il 12 maggio 1980. Dopo circa un mese e mezzo di astinenza dal cibo, afflitto da collassi e un pericolo di vita imminente, Galli venne ricoverato d’urgenza. Anche in ospedale, decise di continuare la sua protesta, limitandosi a tè e un’alimentazione minima. Il 10 luglio riprese uno sciopero della fame estremo, assumendo solo acqua e zuccheri. Entro metà agosto, aveva perso quasi venti chili, con conseguenze durature sul suo stato di salute.

Nonostante le difficoltà fisiche e psicologiche, la determinazione e la resistenza di Galli portarono alla vittoria. Nel marzo del 1981, la legge che abrogava l’obbligo di giuramento fu finalmente approvata, ponendo fine a una pratica che aveva limitato la libertà degli insegnanti. Questa storica conquista rappresentò un passo avanti verso un sistema educativo più aperto e libero.

La questione ora è se Zangrillo riuscirà a far tornare indietro il tempo di 45 anni, ripristinando l’obbligo di giuramento e quali potrebbero essere le conseguenze per il personale della Pubblica Amministrazione e della scuola italiana. Le reazioni sono al momento contenute, ma non si può escludere che nei prossimi giorni emergeranno posizioni più nette e organizzate da parte di attori politici e sociali, decisivi nella difesa dei diritti dei lavoratori del settore pubblico.

In questo scenario, l’importanza della libertà di insegnamento e del diritto all’autonomia professionale dei docenti rimane cruciale. Con la storia di Sandro Galli come monito, si spera che eventuali proposte di legge riflettano la necessità di un’educazione aperta e priva di vincoli inutili. Gli sviluppi prossimi sul fronte legislativo potrebbero cambiare radicalmente il panorama della Pubblica Amministrazione italiana e il lavoro dei suoi dipendenti.

Per ulteriori approfondimenti sulla storia dell’obbligo di giuramento e le sue implicazioni, si consigliano fonti ufficiali come il Ministero dell’Istruzione e il sito della Repubblica Italiana.

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