Mattarella firma cinque decreti di grazia: un gesto simbolico di clemenza e giustizia.

Mattarella firma cinque decreti di grazia: un gesto simbolico di clemenza e giustizia.

Mattarella firma cinque decreti di grazia: un gesto simbolico di clemenza e giustizia.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato cinque decreti di grazia, tutti accompagnati da pareri favorevoli del Ministro della Giustizia. Tra i casi, spicca quello di Cioni Franco, condannato per omicidio volontario della moglie malata, per cui la grazia è stata concessa tenendo conto di circostanze personali e del perdono della famiglia della vittima. Altri casi includono condannati per evasione, truffa e reati legati alle sostanze stupefacenti, in cui si è considerato il periodo di detenzione, la buona condotta e le condizioni di vita dei richiedenti. Una grazia parziale è stata concessa anche per Abdelkarim Alla F. Hamad, giovane condannato per omicidio plurimo.

Il Presidente Mattarella Concede Grazia a Cinque Condannati

ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato cinque decreti di grazia, in accordo con il parere favorevole fornito dal Ministro della Giustizia al termine della necessaria istruttoria.

Tra i beneficiari c’è Bardhyl Zeneli, nato nel 1962, condannato a un anno e sei mesi di reclusione per evasione dagli arresti domiciliari. Il Presidente ha deciso di concedere la grazia sulla base dei pareri positivi del Magistrato di sorveglianza e del Procuratore generale, che hanno rilevato che il fatto contestato, ovvero l’allontanamento dall’abitazione, non costituiva reato di evasione.

Un altro caso è quello di Franco Cioni, nato nel 1948, condannato a sei anni e quattro mesi per l’omicidio della moglie malata terminale. Nel concedere la grazia che estingue la pena di cinque anni e sei mesi ancora da scontare, il Capo dello Stato ha considerato i pareri favorevoli delle istituzioni competenti, le condizioni di salute di Cioni, e il perdono ricevuto dalla sorella della vittima, nonché le circostanze particolari che hanno portato all’evento.

Alessandro Ciappei, nato nel 1974, ha beneficiato di una grazia per un residuo di pena di nove mesi e tre giorni per truffa, commessa nel 2014. Il Presidente ha tenuto conto della modestia del reato, del lungo tempo trascorso e della situazione personale del condannato, attualmente residente e impiegato all’estero.

Infine, Abdelkarim Alla F. Hamad, nato nel 1995, ha ricevuto una grazia parziale per parte della sua lunga condanna di trenta anni per concorso in omicidio plurimo. La decisione di Mattarella si basa sulla giovane età al momento del crimine e sui segnali di riabilitazione mostrati durante la detenzione.

Decreti di Grazia Firmati dal Presidente Mattarella

ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato cinque decreti di grazia, in seguito a un’avvocatura favorevole da parte del Ministro della Giustizia. Le decisioni riguardano casi di diverse gravità e circostanze particolari legate ai condannati.

Tra i beneficiari figura Bardhyl Zeneli, nato nel 1962, che aveva ricevuto una condanna di un anno e sei mesi per evasione dagli arresti domiciliari. La grazia è stata concessa tenendo conto dei pareri positivi del Magistrato di sorveglianza e del Procuratore generale, i quali hanno ritenuto che il comportamento di Zeneli non configurasse reato, poiché non si è trattato di una vera evasione.

Un altro caso è quello di Cioni Franco, nato nel 1948, condannato a sei anni e quattro mesi per l’omicidio della moglie, affetta da una malattia terminale. La grazia, che estingue una pena residua di cinque anni e sei mesi, ha preso in considerazione anche il perdono della sorella della vittima e la particolare situazione in cui si è verificato il reato.

Infine, Abdelkarim Alla F. Hamad, nato nel 1995, ha ricevuto una grazia parziale che ha ridotto la sua pena complessiva di trent’anni per omicidio e violazioni in materia di immigrazione. La decisione del Capo dello Stato è stata influenzata dalla giovane età al momento del reato e dal percorso di recupero intrapreso durante la detenzione. Tutti questi casi dimostrano l’attenzione alla complessità delle situazioni individuali, evidenziando un approccio umano alla giustizia.

(ITALPRESS).

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