Giorgetti: aumento spesa Difesa senza sacrificare le priorità sociali fondamentali
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha sottolineato l’importanza di attendere la stima del deficit 2025 da parte dell’Istat per confermare il rafforzamento della spesa per difesa e sicurezza, nel rispetto degli impegni NATO. Se il deficit sarà sotto il 3%, si attiverà l’uscita dalla procedura di disavanzo eccessivo, permettendo un aumento graduale della spesa fino a 0,5 punti percentuali del PIL, senza sacrificare le principali priorità sociali. Giorgetti ha poi illustrato le opportunità offerte dallo strumento europeo SAFE, che consente un finanziamento a lungo termine con regole rigide, e ha spiegato la clausola di salvaguardia per deroghe temporanee in casi eccezionali.
Strategie e finanziamenti per il rafforzamento della difesa e sicurezza in Italia
ROMA (ITALPRESS) – Il rafforzamento della capacità di difesa e sicurezza in Italia è strettamente legato agli impegni presi durante il summit NATO dello scorso giugno a L’Aia. Fondamentale sarà l’attesa dei dati sulla stima del deficit per il 2025 che l’Istat comunicherà alla Commissione europea a marzo. Se il deficit risultasse inferiore al 3%, si potrà attivare la procedura di uscita dalla disavanzo eccessivo, permettendo così di confermare il Documento programmatico di finanza pubblica. Questo programma prevede un incremento graduale della spesa per sicurezza e difesa fino a uno 0,5% del PIL entro la fine del prossimo triennio, finanziato dalla legge di bilancio.
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha sottolineato che, grazie alla clausola di salvaguardia nazionale, sarà possibile accettare un ritmo di crescita più ampio della spesa netta esclusivamente per le spese in difesa e sicurezza. Tale aumento non comporterà riduzioni delle risorse destinate alle priorità sociali più rilevanti, mantenendo quindi un equilibrio tra le diverse esigenze del bilancio pubblico.
Per quanto riguarda le modalità di finanziamento, l’Italia ha presentato un piano nell’ambito dello strumento europeo SAFE per un ammontare massimo di 14,9 miliardi di euro. Tale piano è ancora in fase di valutazione insieme a quelli degli altri Stati membri dell’Unione europea. L’adesione al programma SAFE permette di dilazionare notevolmente la restituzione del prestito rispetto ai tradizionali titoli di debito pubblico, garantendo inoltre risparmi sugli interessi. Accanto a ciò, questo strumento comporta il rispetto di regole rigorose che limitano la discrezionalità degli Stati aderenti.
Giorgetti ha spiegato che l’attivazione della clausola di salvaguardia, sebbene sia funzionalmente collegata allo strumento SAFE, resta indipendente da esso. In situazioni eccezionali, come l’attuale contesto geopolitico, la Commissione europea consente agli Stati membri di chiedere al Consiglio di deviare temporaneamente dal percorso di spesa netta stabilito nel piano di bilancio strutturale di medio termine. Questa flessibilità non richiede la pubblicazione di un nuovo piano, ma comporta comunque una richiesta formale di scostamento agli organi parlamentari nazionali.
Strategie e strumenti per il potenziamento della difesa e sicurezza in Italia
ROMA (ITALPRESS) – Il rafforzamento della capacità di difesa e sicurezza in Italia, anche in linea con gli impegni presi durante il summit NATO a L’Aia lo scorso giugno, dipende dall’attesa degli esiti della stima del deficit 2025 che l’Istat trasmetterà alla Commissione europea a marzo. Se tale deficit risultasse inferiore al 3%, si avvierà la procedura di uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo. Questo permetterebbe di mantenere l’intenzione e i contenuti del Documento programmatico di finanza pubblica, ossia un aumento graduale della spesa per sicurezza e difesa, con un’incidenza sul PIL che potrà arrivare fino a 0,5 punti percentuali entro la fine del triennio, coperto dalla legge di bilancio.
La possibilità di attivare la clausola di salvaguardia nazionale consentirà un percorso di crescita della spesa netta più ampio, limitatamente a maggiori spese per difesa e sicurezza. Ciò non comporterà però alcuna rinuncia ai finanziamenti destinati alle principali priorità sociali, assicura il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, durante il question time al Senato. Questa dinamica permetterebbe di bilanciare esigenze di sicurezza nazionale con la tutela dei settori sociali più rilevanti.
Per quanto riguarda le modalità di finanziamento, l’Italia ha presentato un piano per lo strumento europeo SAFE, con un ammontare massimo di 14,9 miliardi di euro, ancora in fase di valutazione insieme alle proposte degli altri paesi Ue. L’adesione a questo programma garantisce una restituzione del prestito dilazionata nel tempo rispetto alle tradizionali emissioni di titoli di debito pubblico, con risparmi derivanti dal differenziale sui tassi di interesse. Allo stesso tempo, implica l’adeguamento a regole sostanziali e procedurali che limitano la discrezionalità degli Stati membri, garantendo maggiore coordinamento e integrazione europea.
Infine, il collegamento tra clausola di salvaguardia e strumento SAFE è funzionale ma indipendente. La clausola permette, in presenza di circostanze eccezionali – tra cui l’attuale contesto geopolitico – di richiedere al Consiglio europeo una deroga temporanea ai limiti di spesa netta definiti nel piano strutturale di bilancio. Pur non rendendo necessaria una nuova pubblicazione del piano stesso, comporta un’istanza formale di scostamento dagli obiettivi programmati da sottoporre al Parlamento, garantendo così trasparenza nel processo decisionale.
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