Nel 2024 la spesa per pensioni di invalidità raggiunge 34 miliardi di euro

Nel 2024 la spesa per pensioni di invalidità raggiunge 34 miliardi di euro

Nel 2024 la spesa per pensioni di invalidità raggiunge 34 miliardi di euro

Al 31 dicembre 2024, in Italia sono state erogate oltre 4,3 milioni di pensioni di invalidità, con una diminuzione del 14,5% delle prestazioni previdenziali e un aumento del 7,4% di quelle civili rispetto al 2020. La spesa totale nel 2024 ha raggiunto circa 34 miliardi di euro, di cui 21 miliardi per le pensioni civili, concentrate soprattutto nel Mezzogiorno, area che ha registrato l’incremento più significativo. Regionale è l’incidenza più alta in Calabria, Puglia e Umbria. L’abolizione del reddito di cittadinanza potrebbe aver influito sull’aumento delle pensioni civili, che rappresentano un sostegno essenziale per molte famiglie con difficoltà occupazionali.

Andamento e impatti delle pensioni di invalidità in Italia fino al 2024

Al 31 dicembre 2024, in Italia erano attive 4.313.351 pensioni di invalidità, di cui 899.344 di natura previdenziale e 3.414.007 di tipo civile. Tra il 2020 e il 2024, le pensioni previdenziali hanno registrato una diminuzione del 14,5%, mentre quelle civili sono aumentate del 7,4%, con un’impennata significativa nel biennio 2022-2024 (+6,2%). La spesa complessiva per queste pensioni nel 2024 si è attestata intorno a 34 miliardi di euro, suddivisi tra 13 miliardi per le pensioni previdenziali e 21 miliardi per quelle civili, come evidenziato dall’Ufficio studi della CGIA.

L’eliminazione del reddito di cittadinanza, destinato a combattere povertà e disoccupazione, può aver influito sull’aumento delle pensioni di invalidità civile. Sebbene le due misure abbiano finalità diverse, la fine del sostegno economico ha lasciato vulnerabili molte persone con difficoltà occupazionali, facendo delle pensioni di invalidità civile un possibile sostegno essenziale per numerose famiglie. È complicato dimostrare un legame diretto tra queste dinamiche, anche per la complessità dei fattori sanitari e sociali coinvolti, ma il sospetto di una correlazione persiste, specialmente in alcune aree del Paese.

Dal punto di vista territoriale, il Mezzogiorno ha visto l’incremento più marcato delle pensioni di invalidità civile, con un aumento dell’8,4% tra il 2020 e il 2024 e del 7,2% nel solo biennio successivo. La popolazione dell’area è di circa 19,7 milioni, meno del Nord (26,3 milioni), ma conta comunque 500mila invalidi civili in più. Le frodi nel settore pensionistico italiano, stimate in decine di milioni di euro, rappresentano una problematica significativa: tra gennaio 2020 e agosto 2021, le frodi accertate hanno raggiunto quasi 48 milioni di euro.

A livello regionale, la Calabria presenta la quota più alta di pensioni di invalidità sul totale della popolazione (13,2%), seguita da Puglia (11,6%), Umbria (11,3%) e Sardegna (10,7%). Al contrario, Piemonte, Lombardia e Veneto registrano valori più bassi, tutti pari al 5,1%. La provincia di Reggio Calabria guida con 14,99 pensioni ogni 100 abitanti. Il Mezzogiorno riceve quasi metà della spesa per invalidità civile, con la Campania al primo posto per importo annuo (2,73 miliardi di euro), seguita da Lombardia e Lazio. La Puglia è la regione con il più alto aumento percentuale di pensioni civili (+14,1%), seguita da Basilicata e Calabria, mentre Toscana e Friuli Venezia Giulia mostrano incrementi più contenuti.

Analisi dell’andamento delle pensioni di invalidità in Italia tra il 2020 e il 2024

Al 31 dicembre 2024, il totale delle pensioni di invalidità in Italia raggiungeva le 4.313.351 unità, con 899.344 prestazioni di tipo previdenziale e 3.414.007 di natura civile. Nel periodo considerato, si osserva una significativa riduzione del 14,5% delle pensioni previdenziali, mentre quelle civili registrano un aumento del 7,4%, concentrato principalmente tra il 2022 e il 2024. La spesa complessiva stimata per il 2024 si attesta intorno ai 34 miliardi di euro, di cui 13 miliardi destinati alle pensioni previdenziali e 21 miliardi a quelle civili, secondo i dati dell’Ufficio studi della CGIA.

L’interruzione del reddito di cittadinanza e la crescita delle pensioni di invalidità civile possono apparire collegate anche se formalmente si tratta di misure con finalità diverse. Mentre il reddito di cittadinanza aveva come obiettivo il contrasto alla povertà e la promozione dell’inclusione lavorativa, le pensioni di invalidità sono pensate per tutelare persone con limitazioni fisiche o psichiche. L’eliminazione del primo strumento ha lasciato in difficoltà una fascia di popolazione con problemi occupazionali profondi, portando a ipotizzare che l’incremento delle pensioni civili possa aver rappresentato per molte famiglie un supporto economico indispensabile.

Nel dettaglio territoriale, il Mezzogiorno emerge come l’area con la maggiore crescita delle pensioni di invalidità civile, con un aumento dell’8,4% tra il 2020 e il 2024 e un ulteriore 7,2% solo tra il 2022 e il 2024. In quest’area si contano 19,7 milioni di abitanti e 500mila invalidi civili in più rispetto al Nord, nonostante qui la popolazione sia maggiore. Parallelamente a questi dati, esistono segnalazioni sulla presenza di frodi nel settore pensionistico, con la Guardia di Finanza che ha accertato quasi 48 milioni di euro di truffe tra gennaio 2020 e agosto 2021 nel comparto previdenziale.

Guardando alle singole regioni, la Calabria registra la percentuale più alta di prestazioni di invalidità rispetto alla popolazione totale con il 13,2%, seguita da Puglia, Umbria e Sardegna. Tra le province, spicca Reggio Calabria con quasi 15 prestazioni ogni 100 abitanti. In termini di spesa, quasi la metà delle risorse destinate alle pensioni di invalidità civile nel 2024 è stata impegnata nel Mezzogiorno, con la Campania che riceve l’importo più elevato. La Puglia guida l’incremento percentuale regionale delle pensioni nel quadriennio, con un aumento del 14,1%, mentre la Toscana e il Friuli Venezia Giulia mostrano variazioni più contenute. L’importo medio mensile delle pensioni di invalidità a livello nazionale si aggira intorno ai 501 euro.

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