Iran: procuratore generale avverte, manifestanti a rischio pena di morte, Khamenei allerta sicurezza.
Situazione di Emergenza in Iran: Massimo Allerta per le Guardie della Rivoluzione
LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – La tensione in Iran sta raggiungendo livelli critici. L’Ayatollah Ali Khamenei, guida suprema della Repubblica Islamica, ha recentemente disposto uno stato di allerta elevato per il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, che supera persino quello dell’ultimo conflitto con Israele. A riportare questa notizia è il “Telegraph”, citando fonti interne all’amministrazione iraniana mentre le manifestazioni nel Paese giungono al loro 14° giorno.
Il Ruolo Strategico delle Guardie della Rivoluzione
Secondo quanto riportato da un alto funzionario iraniano, Khamenei ha ordinato alla Sepah (Corpo delle Guardie della Rivoluzione) di rimanere in stato di allerta massimo, ritenendo che il rischio di diserzione tra le Guardie sia minimo. Questo porta il leader a stabilire un contatto più diretto e costante con le Guardie della Rivoluzione rispetto all’esercito e alla polizia. È evidente che Khamenei considera le Guardie della Rivoluzione una forza affidabile, essenziale per mantenere il controllo durante questi tempi turbolenti.
Le manifestazioni, partite inizialmente per motivi sociali e politici, hanno ora assunto connotati più complessi, coinvolgendo un ampio segmento della popolazione. La risposta del governo, come dichiarato da fonti ufficiali, punta a reprimere ogni segno di dissenso. In questo contesto, il Procuratore generale dell’Iran, Mohammad Movahedi Azad, ha rilasciato un monito: chi partecipa alle proteste deve aspettarsi di essere considerato un “nemico di Dio”, una pesante accusa che può comportare la pena di morte. Questo avvertimento è stato trasmesso dalla televisione di Stato iraniana e segnala una determinazione da parte del governo di mantenere l’ordine con misure severe.
Secondo le autorità, oltre 100 persone considerate “rivoltosi armati” sono state già arrestate. La repressione delle manifestazioni ha già portato a numerosi scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti, e il clima di paura sembra prevalere tra la popolazione. La Presidenza iraniana è sotto pressione, e la crescita delle proteste pone interrogativi sul futuro del regime e sulla sua stabilità.
Le comunicazioni e i servizi internet sono stati limitati in vari punti del Paese, come parte della strategia del governo per soffocare il dissenso. Gli osservatori internazionali stanno seguendo con crescente attenzione gli sviluppi in Iran, vista la possibilità di un’escalation della violenza e la risposta categorica da parte delle forze di sicurezza.
Negli eventi recenti, la comunità internazionale ha espresso forte preoccupazione per il trattamento riservato ai manifestanti e per la violazione dei diritti umani. Diverse organizzazioni, tra cui Amnesty International e Human Rights Watch, hanno denunciato l’uso eccessivo della forza nei confronti dei civile e hanno fatto appello per un’indagine imparziale sugli abusi. La richiesta di responsabilità nei confronti del governo iraniano sta guadagnando sostegno tra i gruppi di diritti umani e le nazioni occidentali.
Le autorità di Teheran, dal canto loro, continuano a sostenere di avere pieno diritto di garantire la sicurezza del Paese e di proteggere l’ordine pubblico. Il dialogo con i dissidenti appare assente, mentre le strade di molte città iraniane continuano a essere il palcoscenico di manifestazioni che uniscono il desiderio di cambiamento sociale con la richiesta di libertà individuali.
In conclusione, l’attuale crisi in Iran solleva interrogativi significativi non solo per i cittadini iraniani, ma anche per la stabilità geopolitica dell’intera regione. È cruciale che la comunità internazionale rimanga vigile e impegnata nel monitorare la situazione. Fonti ufficiali continuano a indicare che per il governo la sicurezza interna rimane la priorità assoluta, mentre le voci dissenzienti rischiano di essere silenziate.
Le prossime settimane saranno decisive per comprendere come si evolverà questa situazione complessa. Mentre l’opinione pubblica si mobilita, il mondo guarda con attenzione a quello che potrebbe diventare un capitolo cruciale nella storia recente dell’Iran.
Fonti: Telegraph, Amnesty International, Human Rights Watch, TV di Stato iraniana.
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