Le truppe europee in Groenlandia non influenzano le scelte di Trump, afferma Leavitt.

Le truppe europee in Groenlandia non influenzano le scelte di Trump, afferma Leavitt.

Le truppe europee in Groenlandia non influenzano le scelte di Trump, afferma Leavitt.

Aggiornamenti dalla Casa Bianca: Le ultime dichiarazioni della portavoce Karoline Leavitt

WASHINGTON (ITALPRESS) – Durante la recente conferenza stampa, Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, ha trattato temi cruciali per l’amministrazione di Donald Trump. Le questioni affrontate vanno dalla crisi in Venezuela alle tensioni con l’Iran, dalle proteste interne negli Stati Uniti all’applicazione dell’Insurrection Act in Minnesota.

Incontri strategici: Trump e la leader dell’opposizione venezuelana

Leavitt ha confermato che il presidente Trump sta attualmente incontrando María Corina Machado, leader dell’opposizione venezuelana e vincitrice del Nobel nel 2025. Ha descritto Machado come “una voce coraggiosa e notevole” per il popolo venezuelano, sottolineando come il presidente fosse ansioso di riceverla. La portavoce ha anche riferito che il segretario di Stato Marco Rubio e altri funzionari americani sono in “costante comunicazione” con Delcy Rodríguez e il governo interinale, definendoli “cooperativi”.

Secondo Leavitt, il governo venezuelano ha espresso l’intenzione di procedere al rilascio di prigionieri politici. Nonostante ciò, Leavitt ha chiarito che la valutazione di Trump su Machado resta “realistica” e basata su analisi oggettive. Il presidente continua a sostenere l’idea di nuove elezioni in Venezuela “quando sarà il momento giusto”, omettendo però di fornire una tempistica precisa. In un intervento recente, Trump aveva dichiarato che sarebbe “molto difficile” per Machado governare, sostenendo che non avrebbe abbastanza supporto interno.

La portavoce ha anche trattato la situazione in Iran, menzionando come la Casa Bianca ritenga che circa 800 esecuzioni previste siano state interrotte. Leavitt ha affermato che il presidente e il suo team hanno comunicato ai funzionari di Teheran che ci sarebbero state “gravi conseguenze” in caso di prosecuzione delle uccisioni di manifestanti. Trump aveva minacciato azioni concrete e assicurato ai manifestanti che “l’aiuto è in arrivo”. Recenti fonti affidabili avrebbero confermato lo stop alle esecuzioni, lasciando il presidente con “tutte le opzioni sul tavolo”.

Presenza militare in Groenlandia e le sue implicazioni

Durante il briefing, Leavitt ha commentato anche l’arrivo di truppe europee in Groenlandia, chiarendo che la presenza militare degli alleati non influenzerà le decisioni di Trump. “Non credo che le truppe europee abbiano un impatto sul processo decisionale del presidente”, ha affermato. La portavoce ha infatti ribadito che il presidente considera l’acquisizione della Groenlandia una priorità per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Le dichiarazioni giungono in un periodo in cui personale militare proveniente da vari Paesi europei, tra cui Francia, Germania e Regno Unito, ha fatto il suo ingresso in Groenlandia. Questa presenza è stata accompagnata dalle affermazioni di Trump sulla volontà di prendere controllo del territorio, attualmente sotto sovranità danese. Inoltre, Leavitt ha informato che i funzionari statunitensi intendono mantenere contatti regolari con i rappresentanti danesi e groenlandesi, pianificando incontri ogni “due o tre settimane”. Nonostante la disponibilità al dialogo, un alto funzionario danese ha confermato un “disaccordo fondamentale” sulla futura amministrazione dell’isola.

Situazione interna e il dibattito sull’Insurrection Act

Un altro punto cruciale trattato durante la conferenza stampa riguarda la situazione interna negli Stati Uniti. Rispondendo a domande specifiche sull’applicazione dell’Insurrection Act del 1807, Leavitt ha messo in evidenza che solo Trump può decidere quali eventi potrebbero motivarlo a invocare tale legge, definendola “uno strumento a disposizione del presidente” utilizzato “con parsimonia” dai suoi predecessori. Le sue parole giungono mentre il presidente ha minacciato di ricorrere a questo atto per schierare truppe federali a Minneapolis, dove le proteste contro gli agenti federali sono diventate sempre più persistenti.

La minaccia segue un recente incidente in cui un uomo è stato ferito da un agente dell’immigrazione. Questo episodio ha ulteriormente intensificato la paura e la frustrazione nella comunità locale, già segnata dalla tragica morte di Renee Good, colpita da un agente dell’Ice. Durante il briefing, Leavitt ha anche accusato i democratici di “tenere in ostaggio” le forze dell’ordine statali e locali, impedendo loro di collaborare con le autorità federali. Ha definito questo atteggiamento “squilibrato”, attribuendo la responsabilità al loro “odio verso il presidente Trump”.

Con queste dichiarazioni, la portavoce ha fornito uno sguardo chiaro sulle sfide e sulle strategie dell’amministrazione Trump, in un contesto internazionale e nazionale sempre più complesso. Per ulteriori dettagli, è possibile consultare le fonti ufficiali della Casa Bianca e i report di agenzie come l’Italpress e il Reuters.

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