Iran, ong Hrana: oltre 4.500 morti dall’inizio delle proteste.

Iran, ong Hrana: oltre 4.500 morti dall’inizio delle proteste.

Iran, ong Hrana: oltre 4.500 morti dall’inizio delle proteste.

Proteste in Iran: Un Bilancio Terribile di Vittime

MILANO (ITALPRESS) – Le proteste in Iran, che sono cominciate il 28 dicembre scorso in risposta alla svalutazione del rial e all’insoddisfazione verso il regime, hanno portato a una situazione drammatica. Secondo l’agenzia per i diritti umani Hrana, sono almeno 4.519 le persone uccise fino ad oggi. Il bilancio tragico include 33 minori e 38 civili che si trovavano innocuamente in luoghi non correlati alle manifestazioni. Inoltre, 197 membri delle forze di sicurezza, o persone legate al governo, sono stati uccisi nel corso degli scontri. Questa cifra, riportata nel bollettino di Hrana aggiornato al ventiquattresimo giorno di protesta, evidenzia la gravità della situazione in Iran.

In aggiunta ai morti confermati, Hrana chiarisce che ci sono circa 9.049 altre morti sotto esame, il che aumenta le preoccupazioni per il numero complessivo delle vittime. Queste statistiche sottolineano non solo l’intensità delle proteste, ma anche la risposta brutale delle autorità. Le manifestazioni sono diventate un simbolo della lotta dei cittadini contro un regime percepito come oppressivo ed inefficace, e la reazione violenta da parte delle forze di sicurezza dimostra il clima di paura e repressione attorno a queste manifestazioni pacifiche.

Internet e Libertà di Espressione sotto Attacco

Il ventiquattresimo giorno di manifestazioni ha visto anche un aumento degli arresti e delle interruzioni di Internet. Secondo le organizzazioni internazionali che monitorano il traffico online, l’Iran sta subendo uno dei peggiori black-out di connettività al mondo. Questo blocco delle comunicazioni si configura come uno strumento di controllo, progettato per limitare la diffusione di informazioni e impedire una documentazione indipendente delle violenze e delle ingiustizie. Il blackout ha di fatto ostruito l’accesso a piattaforme di social media e canali informativi, accentuando l’oscurità che circonda gli eventi in corso.

Le detenzioni continuano a crescere a dismisura, con il numero attuale di arrestati che sale a 26.314, secondo quanto riportato da Hrana. Le forze di sicurezza non si sono limitate alla mera repressione fisica; sono stati registrati 167 casi di confessioni forzate e circa 5.811 persone riportano ferite gravi a causa della violenza delle autorità. Il fatto che i dati siano difficili da verificare genera ulteriori preoccupazioni riguardo alla verità delle cifre, poiché le difficoltà di comunicazione rendono difficile ottenere informazioni accurate e in tempo reale.

Le manifestazioni in Iran rappresentano un appello tempestoso per la libertà e la giustizia, ma le autorità sembrano rispondere con una repressione sempre più violenta. I cittadini continuano a rischiare le loro vite per esprimere il loro dissenso, mentre la comunità internazionale monitora la situazione con crescente preoccupazione. Le ONG come Hrana e Amnesty International offrono report costanti e aggiornamenti, diventando un’importante fonte di informazione in un contesto dove il regime cerca di mantenere il controllo anche sulla narrazione ufficiale.

Le azioni del governo iraniano attireranno certamente l’attenzione degli organismi internazionali. La repressione brutale delle manifestazioni pacifiche non solo solleva interrogativi sulla legittimità del regime, ma minaccia anche la stabilità dell’intera regione. In un contesto globale in cui le questioni di diritti umani e libertà di espressione stanno diventando sempre più prioritari, l’Iran potrebbe trovarsi a dover rispondere delle proprie azioni a livello internazionale.

Per rimanere aggiornato sull’evoluzione della situazione, è fondamentale seguire fonti affidabili come Hrana e altre organizzazioni per i diritti umani. La comunità globale non deve rimanere in silenzio di fronte a tali atrocità; è essenziale che venga esercitata pressione diplomatica sul regime iraniano affinché rispetti i diritti fondamentali dei suoi cittadini e ponga fine alle violenze.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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