Roma lancia il programma ‘Giovani 2030’ per un futuro migliore e inclusivo.

Roma lancia il programma ‘Giovani 2030’ per un futuro migliore e inclusivo.

Roma lancia il programma ‘Giovani 2030’ per un futuro migliore e inclusivo.

Presentato il programma “Giovani 2030” a Roma

ROMA (ITALPRESS) – È stato lanciato a Roma il programma “Giovani 2030”, un’iniziativa ideata da Ali – Autonomie locali italiane – in collaborazione con la Città metropolitana di Roma. Questo progetto ha ricevuto un importante finanziamento dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e mira a coinvolgere giovani amministratori e professionisti nella promozione dello sviluppo sostenibile. L’obiettivo è accelerare il processo di realizzazione degli ambiziosi traguardi dell’Agenda 2030.

Durante la presentazione, Rosanna Capone, direttrice del Dipartimento di Pianificazione strategica dell’Ente, ha condiviso i dati del rapporto Asvis 2025, evidenziando alti e bassi nell’attuazione dei 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Purtroppo, sei di questi obiettivi mostrano segnali di peggioramento. Tra questi, alimentazione, salute, acqua, disuguaglianze, ecosistemi terrestri e partnership. D’altra parte, otto obiettivi rimangono stabili o mostrano un lieve progresso, mentre solo tre – istruzione, parità di genere e clima – evidenziano un significativo miglioramento.

Strategie per uno sviluppo sostenibile

Per affrontare le difficoltà nello sviluppo sostenibile, sono state individuate due strategie fondamentali: l’applicazione della valutazione d’impatto generazionale e il rafforzamento delle capacità di partecipazione democratica. Queste misure sono essenziali affinché le politiche non compromettano il benessere delle future generazioni e per ricostruire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Inoltre, sono stati definiti tre vettori di sostenibilità da seguire. Il primo si concentra sulla coerenza delle politiche per lo Sviluppo sostenibile, puntando a una maggiore collaborazione tra istituzioni, aziende, enti di ricerca e società civile. Il secondo riguarda la cultura per la Sostenibilità, con l’intento di potenziare i luoghi di formazione e educazione, coinvolgendo i giovani. Infine, il terzo vettore è la partecipazione attiva nello sviluppo sostenibile, attraverso la co-progettazione e co-programmazione di strumenti integrati.


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