Confindustria segnala stagnazione economica, industria instabile ed export in calo
Il testo evidenzia un contesto economico complesso in Italia, caratterizzato da un aumento del prezzo del petrolio e un dollaro debole che penalizzano l’export. Le famiglie, pur registrando una crescita del reddito totale, aumentano la propensione al risparmio, limitando i consumi. La produzione industriale mostra segnali di recupero a novembre, ma il PMI di dicembre indica una possibile recessione. L’export cresce solo marginalmente, con risultati contrastanti tra i diversi mercati internazionali. Tra gli elementi positivi si segnalano l’accelerazione del PNRR, la riduzione dei tassi sovrani e la crescita del credito, con gli investimenti industriali come principale motore del PIL.
Situazione Economica Italiana: Tra Incertezze Globali e Crescita Moderata
ROMA (ITALPRESS) – Il prezzo del petrolio si mantiene stabile senza ulteriori cali, mentre la debolezza del dollaro rappresenta un ostacolo per l’export italiano. L’incertezza provocata dagli scenari complessi in Venezuela e Groenlandia spinge molte famiglie italiane a incrementare il risparmio, rallentando così i consumi interni. Sul fronte positivo, influiscono favorevolmente la recente accelerazione degli interventi legati al PNRR, la diminuzione dei tassi sui titoli sovrani e la ripresa del credito bancario. L’industria italiana resta caratterizzata da una certa volatilità, con gli investimenti che rappresentano al momento la principale forza motrice per la crescita del PIL.
I dati relativi al terzo trimestre evidenziano un aumento del reddito totale delle famiglie (+1,8%), fattore incoraggiante per l’economia. La propensione al risparmio ha comunque raggiunto un livello record, salendo dal 9,9% all’11,4%, per effetto delle incertezze presenti nell’attuale scenario economico. Questo comportamento rallenta la crescita dei consumi, che registrano un incremento minimo dello 0,1%. A novembre c’è stato un lieve aumento delle vendite al dettaglio (+0,6% in volume), mentre a dicembre si è registrata una crescita significativa negli acquisti di automobili. Nonostante una lieve flessione nel mese più recente, il numero degli occupati continua a mostrare un trend positivo di espansione.
Per quanto riguarda la produzione industriale, il mese di novembre ha visto una ripresa (+1,5%), dopo il calo registrato in ottobre (-1,0%), portando a una variazione acquisita per il quarto trimestre del +1,0%. Nel mese di dicembre, invece, il PMI è riescito a scendere nuovamente in area recessiva, passando da 50,6 a 47,9, segnalando un andamento altalenante della fiducia delle imprese industriali verso la fine del 2025.
L’export italiano ha segnato una crescita marginale a novembre (+0,2% a prezzi costanti), dopo una diminuzione significativa in ottobre (-3,1%). Tra i partner commerciali, la Germania continua a mostrare segnali di debolezza, seguita da una frenata della Francia e da cali rilevanti in Regno Unito e Turchia; anche gli Stati Uniti hanno registrato una tendenza negativa. Positivi invece alcuni mercati europei come Spagna, Belgio e Austria, insieme a paesi asiatici quali l’India e il Giappone. Gli ordini manifatturieri esteri indicano prospettive poco promettenti per la fine dell’anno, influenzati dalle tensioni internazionali e dall’incertezza che rallentano le catene di approvvigionamento globali.
Situazione Economica Italiana: Tra Incertezze Globali e Segnali di Ripresa
ROMA (ITALPRESS) – I prezzi del petrolio hanno smesso di diminuire, mentre un dollaro più debole sta influenzando negativamente le esportazioni italiane. Le tensioni internazionali, come i casi del Venezuela e della Groenlandia, alimentano l’incertezza che nel nostro Paese si traduce in una maggior propensione al risparmio da parte delle famiglie, rallentando così i consumi. Dall’altro lato, fattori positivi contribuiscono a sostenere l’economia, tra cui l’accelerazione delle risorse destinate al Pnrr, la diminuzione dei tassi sui titoli sovrani e una ripresa del credito. L’industria mostra ancora volatilità, mentre gli investimenti rappresentano il principale motore per la crescita del Pil, come evidenziato nell’ultima congiuntura flash di Confindustria.
Nel terzo trimestre, il reddito totale delle famiglie ha registrato un incremento incoraggiante dell’1,8%. La prudenza però domina i comportamenti di acquisto, con la propensione al risparmio che sale a un livello record del 11,4%, contro il 9,9% del trimestre precedente, determinando una crescita dei consumi quasi ferma (+0,1%). Le vendite al dettaglio tornano a registrare un segno positivo a novembre con un +0,6% in volume, mentre a dicembre si osserva un aumento negli acquisti di autovetture. Nonostante un lieve calo dell’occupazione nell’ultimo mese, la tendenza rimane complessivamente positiva.
Per quanto riguarda la produzione industriale, a novembre si è evidenziata una ripresa con un aumento dell’1,5% dopo il calo accusato a ottobre (-1,0%). La variazione acquisita nel quarto trimestre si attesta così a +1,0%. Dicembre, invece, ha visto il ritorno del PMI in territorio recessivo (47,9 da 50,6), riflettendo oscillazioni anche nella fiducia delle imprese industriali negli ultimi mesi del 2025. L’export italiano ha registrato una crescita marginale pari allo 0,2% a prezzi costanti nel mese di novembre, dopo la forte contrazione del 3,1% di ottobre. Tra le destinazioni principali, Germania e Francia mostrano segnali di debolezza, mentre il Regno Unito e la Turchia hanno subito un calo; gli Stati Uniti sono passati in territorio negativo. Dall’altro lato, alcuni mercati europei come Spagna, Belgio e Austria, così come paesi asiatici quali India e Giappone, hanno realizzato performance positive.
Gli ordini manifatturieri esteri indicano un clima di incertezza e tensioni che pesano sull’equilibrio delle filiere internazionali, generando prospettive negative per la fine dell’anno. Questa situazione rende la crescita economica italiana ancora fragile, con segnali alternati di ripresa e rallentamento, sottolineando la necessità di continuare a sostenere investimenti e politiche di accompagnamento per consolidare la crescita.
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