Accorpamenti scolastici: Regioni sfidano il Governo su maxi-istituti e ricorsi al Tar.

Accorpamenti scolastici: Regioni sfidano il Governo su maxi-istituti e ricorsi al Tar.

Accorpamenti scolastici: Regioni sfidano il Governo su maxi-istituti e ricorsi al Tar.

Il Dimensionamento della Rete Scolastica: Un Conflitto Nazionale

Il tema del dimensionamento della rete scolastica è diventato un punto focale di tensione tra istituzioni nazionali e regionali. Da una parte, le Regioni denunciano accorpamenti imposti; dall’altra, il Ministero dell’Istruzione e del Merito sostiene la necessità di rispettare le indicazioni del PNRR e le competenze statali. La situazione in Emilia-Romagna e in Toscana è emblematico di questa lotta, dove la riorganizzazione delle scuole si intreccia con diritti e autonomie.

La Situazione in Emilia-Romagna

La recente pubblicazione del decreto del commissario ad acta Bruno Di Palma ha ridotto le autonomie scolastiche in Emilia-Romagna, passando da 532 a 515 istituti. Questa decisione ha sollevato forti proteste da parte del presidente della Regione Michele de Pascale e dell’assessore alla Scuola Isabella Conti. Secondo loro, si tratta di una misura “ingiusta e unilaterale”, frutto di un Governo che considera la scuola un costo da comprimere piuttosto che un investimento strategico.

Il rigore con cui è stato applicato il dimensionamento ha avuto effetti imprevisti: si sono creati maxi-istituti con oltre 1.800 studenti. Molte scuole hanno visto iscrizioni che oscillano tra 1.500 e 2.500 studenti, numeri che vanno ben oltre gli obiettivi del PNRR. Questa concentrazione di alunni potrebbe compromettere la qualità dell’offerta formativa e la sicurezza delle strutture scolastiche, specialmente in contesti già complessi dal punto di vista sociale.


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