Corte dei Conti Ue: Riforma porta incertezze e rischi per il futuro.

Corte dei Conti Ue: Riforma porta incertezze e rischi per il futuro.

Corte dei Conti Ue: Riforma porta incertezze e rischi per il futuro.

Dubbi sulla Nuova PAC: Il Parere della Corte dei Conti Europea

Lussemburgo, 25 ottobre 2025 – La Corte dei Conti Europea ha pubblicato un importante parere sul futuro della Politica Agricola Comune (PAC) e dell’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM), destinato al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Unione Europea. Questo documento offre un’analisi critica delle proposte avanzate dalla Commissione Europea, focalizzandosi sulla necessità di garantire una gestione finanziaria sana, rendicontabilità e un valore aggiunto reale per l’Unione.

Nel 2025, la Commissione ha presentato un ambizioso progetto di bilancio per il periodo 2028-2034, noto come Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), che prevede una somma totale di 2.000 miliardi di euro. Di questi, circa 865 miliardi andrebbero a costituire il nuovo Fondo europeo. Per la prima volta dalla creazione della PAC nel 1962, non è previsto un fondo specifico dedicato all’agricoltura. Questo cambiamento propone una struttura radicalmente diversa, eliminando il tradizionale sostegno a due pilastri per offrire assistenza agli agricoltori e per lo sviluppo rurale.

Criticità Relative alla Complessità della Nuova Struttura

Secondo la Corte dei Conti, la nuova architettura della PAC rischia di generare confusione tra i vari attori coinvolti. Le modalità complicate di programmazione e approvazione, unite a un quadro giuridico più complesso, potrebbero rendere i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari. Questo potrebbe ritardare l’erogazione dei fondi e compromettere gli obiettivi di semplificazione della politica agricola.

Il parere sottolinea che, in seguito all’accordo interistituzionale del novembre 2025, i legislatori UE potrebbero apportare ulteriori modifiche per rendere la politica più coerente. Ma il livello di incertezza potrebbe aumentare, visto che gli importi finali dei finanziamenti della PAC saranno noti solo dopo l’adozione dei piani nazionali attraverso il Fondo unico. Questo mette a rischio la pianificazione per i destinatari dei fondi, i quali troveranno difficile calcolare le risorse a loro disposizione.

Un altro aspetto di preoccupazione è l’ambiguità riguardo ai criteri di intervento della PAC, tra cui quali dovrebbero essere basati su obiettivi meramente prestazionali e quali su realizzazioni concrete. In questo contesto, la Corte mette in evidenza che la tracciabilità deve essere garantita, poiché è essenziale per svolgere efficacemente il ruolo di controllo e verifica.

Ulteriore incertezza deriva dall’idea che la flessibilità concessa ai Paesi possa compromettere obiettivi comuni come il reddito equo per gli agricoltori, la tutela ambientale e la sicurezza alimentare. Questo nuovo approccio potrebbe amplificare disparità tra gli agricoltori degli Stati membri e compromettere la concorrenza leale nel mercato interno.

Reazioni e Preoccupazioni delle Organizzazioni Agricole

Le reazioni all’intervento della Corte dei Conti non si sono fatte attendere. Confagricoltura ha espresso chiaramente la propria preoccupazione riguardo alla complessità della nuova PAC, avvertendo che potrebbe causare ritardi nell’erogazione dei fondi. Questo, avverte l’organizzazione, non solo limiterebbe la capacità di raggiungere i target politici, ma influenzerebbe anche negativamente il funzionamento generale della PAC.

L’organizzazione ha messo in evidenza come la struttura del Fondo Unico renda difficile l’ordinata programmazione degli interventi, sottolineando che l’affidamento della gestione ai singoli Stati membri possa minacciare l’unità e il principio di coesione della politica agricola europea. Confagricoltura ha anche avvertito che diverse scelte di finanziamento potrebbero portare a disparità nelle capacità competitive delle imprese agricole all’interno dell’Unione.

Allo stesso modo, Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, ha avvallato le posizioni della Corte, evidenziando che la proposta di riforma rischia di escludere il settore primario dalle risorse agricole, innescando una pericolosa rinazionalizzazione. “Siamo pronti a far sentire la nostra voce contro questa visione che consideriamo miope,” ha affermato. La Cia sottolinea la necessità di una PAC forte, capace di garantire equità e insicurezza alimentare, e richiede in modo chiaro risorse adeguate e un abbattimento della burocrazia.

Le posizioni espresse dalla Corte dei Conti, insieme alle reazioni di Confagricoltura e Cia, pongono interrogativi rilevanti sull’efficacia futura della PAC e sul suo ruolo nel garantire un sistema agricolo coeso e competitivo all’interno dell’Unione Europea. Resta da vedere come la Commissione risponderà a queste critiche e quali modifiche apporterà per garantire che la nuova PAC risponda adeguatamente alle sfide che il settore agroalimentare si trova ad affrontare.

Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito ufficiale della Corte dei Conti Europea e le dichiarazioni di Confagricoltura e Cia.

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