Inflazione febbraio +0,7%, stima annua rivista a +1,5%
A febbraio l’inflazione in Italia ha registrato un’accelerazione, con l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) che segna un incremento annuo dell’1,5%, in aumento rispetto all’1,0% di gennaio. L’aumento è soprattutto dovuto ai prezzi dei servizi legati ai trasporti, ai servizi ricreativi, culturali e alla cura della persona, oltre agli alimentari non lavorati. Hanno invece rallentato i prezzi degli alimentari lavorati e degli energetici, sia regolamentati che non. L’inflazione di fondo è salita dal 1,7% al 2,4%, mentre i prezzi dei beni sono lievemente calati, a differenza dei servizi, che hanno accelerato. L’indice IPCA conferma la crescita a +1,5% su base annua.
Aumento dell’inflazione a febbraio: crescita dei prezzi trainata da trasporti, servizi e alimentari non lavorati
A febbraio, secondo i dati definitivi pubblicati dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un incremento dello 0,7% su base mensile e dell’1,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con un’accelerazione rispetto al +1,0% registrato a gennaio. Questo aumento dell’inflazione è guidato principalmente dalla crescita dei prezzi dei servizi legati ai trasporti, passati da +0,7% a +2,9%, e dai servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, che accelerano da +3,0% a +4,9%. Anche gli alimentari non lavorati contribuiscono a questa dinamica con un aumento da +2,5% a +3,7%. Al contrario, i prezzi degli alimentari lavorati rallentano leggermente, scendendo da +1,9% a +1,4%, mentre continua la flessione dei prezzi energetici sia regolamentati (-11,6%) sia non regolamentati (-6,2%).
L’inflazione di fondo, che esclude dagli indicatori i prezzi degli energetici e degli alimentari freschi, mostra una netta ripresa, con un aumento annuo che passa dall’1,7% al 2,4%. Similmente, l’inflazione al netto dei soli beni energetici cresce dal 1,9% al 2,5%. Nel complesso, i prezzi dei beni diminuiscono leggermente su base annua (-0,2%) mentre quelli dei servizi accelerano la loro crescita, passando da +2,5% a +3,6%. Di conseguenza, il divario tra l’andamento dei servizi e quello dei beni si amplia, passando da 2,7 a 3,8 punti percentuali. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona registrano una contenuta crescita, da +1,9% a +2,0%, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto rimangono stabili intorno all’1,9%.
A livello mensile, la variazione congiunturale dell’indice generale è influenzata soprattutto dagli aumenti nei prezzi dei tabacchi (+3,3%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+2,1%), dei trasporti (+1,9%), degli alimentari non lavorati (+1,2%) e, con un incremento più contenuto, degli energetici non regolamentati e dei servizi relativi all’abitazione (+0,4% entrambi). Questi aumenti trovano solo parziale bilanciamento nei cali registrati dai prezzi degli energetici regolamentati (-1,5%) e degli alimentari lavorati (-0,5%).
L’inflazione acquisita per il 2026 si attesta all’1,1%, sia per quanto riguarda l’indice generale sia per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) mette in evidenza un aumento dello 0,5% su base mensile e dell’1,5% su base annua, in crescita rispetto all’1,0% di gennaio, mentre la stima preliminare era pari all’1,6%. Per le famiglie di operai e impiegati, l’indice nazionale dei prezzi al consumo (FOI), sempre al netto dei tabacchi, evidenzia un aumento mensile dello 0,5% e un’incremento tendenziale dell’1,1%.
Inflazione a febbraio: crescita dei prezzi e dinamiche settoriali
A febbraio, i dati definitivi dell’Istat evidenziano un aumento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, pari a +0,7% rispetto al mese precedente e a +1,5% su base annua, in aumento rispetto al +1,0% registrato a gennaio. Questa accelerazione dell’inflazione è principalmente trainata dalla crescita dei prezzi dei servizi legati ai trasporti, passati da +0,7% a +2,9%, e dai servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, che registrano un incremento da +3,0% a +4,9%. Si osserva altresì un aumento significativo dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +2,5% a +3,7%), mentre quelli degli alimentari lavorati rallentano leggermente, passando da +1,9% a +1,4%. I prezzi degli energetici mostrano una flessione più marcata, sia per quelli regolamentati (da -9,6% a -11,6%) che per quelli non regolamentati (da -5,9% a -6,2%).
L’inflazione di fondo, che esclude gli energetici e gli alimentari freschi, cresce da +1,7% a +2,4%, così come l’indicatore che esclude solo i beni energetici, che passa da +1,9% a +2,5%. Nel corso di febbraio, i prezzi dei beni registrano una leggera diminuzione su base annua (-0,2%), mentre i prezzi dei servizi accelerano la loro crescita, salendo da +2,5% a +3,6%. Il divario tra l’andamento dei servizi e quello dei beni si amplia, passando da 2,7 a 3,8 punti percentuali. I prezzi dei beni alimentari e per la cura della casa e della persona aumentano marginalmente, da +1,9% a +2,0%, mentre quelli dei prodotti comprati più frequentemente rimangono stabili a +1,9%.
La variazione su base mensile dell’indice generale è influenzata soprattutto dall’aumento dei prezzi dei tabacchi (+3,3%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+2,1%), dei servizi legati ai trasporti (+1,9%) e degli alimentari non lavorati (+1,2%). Crescita moderata si evidenzia anche per gli energetici non regolamentati e per i servizi connessi all’abitazione, entrambi a +0,4%. Gli aumenti sono parzialmente attenuati dalla diminuzione dei prezzi degli energetici regolamentati (-1,5%) e degli alimentari lavorati (-0,5%). Per il 2026, l’inflazione acquisita si attesta a +1,1% sia per l’indice generale sia per la componente di fondo.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra a febbraio un aumento mensile dello 0,5% e una variazione tendenziale dell’1,5%, in crescita rispetto al +1,0% di gennaio, sebbene inferiore rispetto alla stima preliminare dell’1,6%. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, segna un incremento mensile dello 0,5% e un aumento annuo dell’1,1%. Questi dati delineano un quadro di ripresa dell’inflazione con segnali chiari in diversi comparti, suggerendo un contesto caratterizzato da dinamiche differenziate tra beni e servizi.
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