Addio a Gino Paoli, icona della canzone d’autore italiana, morto a 91 anni
Momenti chiave della carriera artistica e vita personale
Il 1961 rappresenta un anno cruciale per Gino Paoli: oltre a segnare l’inizio della sua relazione con Ornella Vanoni, da cui nasceranno celebri canzoni d’amore come “Senza fine”, inizia il difficile percorso di dipendenza dall’alcol. Nel 1962, mentre la moglie Anna aspetta il loro figlio Giovanni, Paoli si innamora di Stefania Sandrelli, dalla quale nasce la figlia Amanda. Tra i suoi più grandi successi figura “Sapore di sale” del 1963, canzone che ancora oggi è un classico della musica italiana, insieme a “Che cosa c’è”. Il 1963 è anche l’anno in cui il cantautore tenta il suicidio sparandosi un colpo di pistola al cuore.
Gli anni successivi vedono alcune flessioni nella sua carriera: la partecipazione a Sanremo nel 1964 con “Ieri ho incontrato mia madre” ottiene un buon riscontro, mentre l’edizione del 1966 con “La carta vincente” è meno fortunata. Ritornato a suonare nei locali liguri, Paoli fa sentire di nuovo la sua voce nel 1971 con tre album, accolti da un pubblico ristretto ma fedele. Negli anni seguenti, nonostante gli sforzi, il successo sembra sfuggirgli fino a quando riprende vigore con “Una lunga storia d’amore”, colonna sonora del film “Una donna allo specchio” con Stefania Sandrelli.
