Attaccamento insicuro nei figli: cosa significa e come intervenire

Attaccamento insicuro nei figli: cosa significa e come intervenire

Cos’è l’attaccamento insicuro

Secondo la teoria dell’attaccamento elaborata da John Bowlby e ampliata da Mary Ainsworth, la relazione precoce con il caregiver costruisce delle “mappe interne” sulle relazioni future. Quando l’adulto di riferimento risponde in modo incoerente, imprevedibile o poco sensibile ai bisogni del bambino, si sviluppano stili di attaccamento insicuri: evitante, ambivalente o disorganizzato.

  • Evitante: il bambino evita il contatto emotivo e tende a coprire il bisogno di vicinanza, spesso perché ha imparato che le richieste di conforto non vengono accolte in modo affidabile.
  • Ambivalente/ansioso: caratterizzato da forte ansia da separazione, ricerca intensa di vicinanza e difficoltà a calmarsi anche dopo il ritorno del caregiver.
  • Disorganizzato: esprime comportamenti contraddittori e disorientati verso il caregiver, tipico di situazioni traumatiche o altamente stressanti.

Questi stili non sono “colpe” del bambino, ma segnali di una relazione che non ha fornito una “base sicura” costante su cui esplorare il mondo.


Segnali che possono indicare attaccamento insicuro

I bambini con attaccamento insicuro possono mostrare: – difficoltà a cercare e accettare conforto, – ansia eccessiva in caso di separazione, – scarsa fiducia nella risposta degli altri, – comportamenti contraddittori o evitanti nelle relazioni. Questi segnali influenzano non solo il comportamento verso i genitori, ma anche la capacità di formare amicizie e gestire le emozioni.


Come intervenire: strategie per genitori e caregiver

1. Disponibilità emotiva e coerenza
Una delle chiavi per costruire attaccamenti più sicuri è essere costantemente presenti e prevedibili nelle risposte ai bisogni del bambino: ascolto attento, rassicurazioni coerenti e sostegno affettivo rendono l’ambiente più sicuro e prevedibile agli occhi del bambino.

2. Routine chiare e prevedibili
Stabilire abitudini quotidiane aiuta i bambini a capire cosa aspettarsi, diminuendo l’ansia legata all’incertezza e favorendo una sensazione di controllo e sicurezza.

3. Connessione dopo i conflitti
Dopo un disaccordo o un momento di frustrazione, è importante riconoscere l’errore, chiedere scusa e riconnettersi con il bambino: questo insegna che anche nei momenti difficili si può tornare a sentirsi sicuri.

4. Supporto professionale quando serve
Quando i problemi di attaccamento sono profondi o accompagnati da difficoltà emotive significative, la consulenza di uno psicologo infantile o di una terapia basata sull’attaccamento può fare una grande differenza. Anche approcci come la attachment-based psychotherapy o la dyadic developmental psychotherapy possono offrire strumenti specifici per sviluppare relazioni più stabili e sicure.

5. Modello di riflessività genitoriale
Prendere consapevolezza del proprio stile di attaccamento e di come le esperienze passate influenzano il modo di relazionarsi con il figlio può aiutare a interrompere cicli insicuri e promuovere legami più sani.


Un percorso di crescita, non una colpa

L’attaccamento insicuro non definisce il valore di un bambino o di una famiglia: è piuttosto un punto di partenza da comprendere e, quando necessario, da trasformare. Con pazienza, consapevolezza e, se necessario, supporto professionale, è possibile rafforzare la relazione genitore-figlio, costruendo fiducia, empatia e sicurezza.

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