Cani soli in casa: cosa accade nella mente del nostro migliore amico quando chiudiamo la porta

Cani soli in casa: cosa accade nella mente del nostro migliore amico quando chiudiamo la porta

Cani soli in casa: cosa accade nella mente del nostro migliore amico quando chiudiamo la porta

Per molti proprietari, lasciare il proprio cane a casa per andare al lavoro o sbrigare commissioni è un gesto quotidiano accompagnato da un leggero senso di colpa. Ma cosa succede realmente una volta che la porta si chiude? La scienza del comportamento animale ha esplorato a lungo questo momento, rivelando che l’esperienza del cane varia enormemente in base al carattere, all’età e all’educazione. Se per alcuni è il momento del meritato riposo, per altri l’assenza del “capobranco” può trasformarsi in una sfida emotiva complessa, dominata dall’attesa e, talvolta, dall’ansia.

Le prime fasi del distacco: tra rassegnazione e monitoraggio

Secondo gli studi comportamentali effettuati con l’ausilio di telecamere domestiche, i primi 20-30 minuti dopo la partenza del proprietario sono i più critici. In questo lasso di tempo, il cane realizza il distacco. La maggior parte dei cani adulti e ben equilibrati tende a manifestare una routine di “monitoraggio”: potrebbero guardare fuori dalla finestra o restare accucciati vicino alla porta per un po’. Una volta compreso che il proprietario non tornerà nell’immediato, il cane entra in una fase di risparmio energetico. Si stima che un cane sano trascorra circa l’80% del tempo in cui è solo dormendo o riposando in uno stato di dormiveglia.

Tuttavia, il senso del tempo nei cani è differente dal nostro. Sebbene non possano leggere l’orologio, i cani percepiscono il passare delle ore attraverso i ritmi circadiani e, sorprendentemente, attraverso l’olfatto. Alcuni ricercatori suggeriscono che i cani utilizzino la “dissipazione del profumo” del padrone nell’aria per stimare quanto tempo sia passato: meno l’odore è intenso, più è probabile che il ritorno sia vicino. Questa capacità spiega perché molti cani inizino a eccitarsi o a posizionarsi vicino all’ingresso poco prima del consueto orario di rientro.


L’ansia da separazione: quando la solitudine diventa stress

Non per tutti i cani la solitudine è sinonimo di relax. Quando il legame con il proprietario è iper-dipendente o il cane non è stato abituato gradualmente, può insorgere l’ansia da separazione. In questi casi, l’animale non “si vendica” distruggendo divani o scarpe, ma cerca disperatamente un modo per sfogare lo stress o richiamare l’attenzione. Ululati, masticazione distruttiva di oggetti che portano l’odore del padrone e tentativi di fuga sono segnali di un disagio profondo. Lo stress prolungato provoca un aumento dei livelli di cortisolo, che a lungo andare può influire sulla salute generale dell’animale.

Per prevenire queste situazioni, gli esperti consigliano di arricchire l’ambiente domestico. Lasciare giochi di attivazione mentale (come i dispenser di cibo) può trasformare la solitudine in un momento di “lavoro” e svago. Anche la “musica per cani” o il rumore bianco possono aiutare a coprire i rumori esterni (clacson, citofoni, vicini di casa) che potrebbero mettere in allarme l’animale, mantenendolo in uno stato di calma più profondo.


Consigli per un’assenza serena

La chiave per un cane felice anche in solitudine risiede nella qualità del tempo trascorso insieme prima della partenza. Una passeggiata stimolante, che permetta al cane di annusare e scaricare le energie, lo predisporrà a un lungo sonno ristoratore una volta rientrati in casa. È inoltre fondamentale non enfatizzare eccessivamente i momenti dell’addio e del ricongiungimento: saluti troppo calorosi o ansiosi possono confermare al cane che la separazione è un evento drammatico.

In conclusione, mentre noi umani ci preoccupiamo della loro noia, la maggior parte dei cani utilizza il tempo in solitudine per ricaricare le batterie. Assicurarsi che abbiano un posto comodo, acqua fresca e qualche stimolo mentale è il modo migliore per trasformare la nostra assenza in una parte naturale e non traumatica della loro giornata.

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