Colleghi indagati trasferiti a Milano: “Perdonatemi, pagherò per il mio errore”
Scuse del Poliziotto Accusato di Omicidio
MILANO (ITALPRESS) – In una lettera consegnata al suo legale, l’assistente capo della Polizia di Stato, Carmelo Cinturrino, ha espresso le sue scuse dopo l’episodio tragico avvenuto il 26 gennaio scorso, quando ha sparato e ucciso Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo, a Milano. Nella lettera, Cinturrino si dice costernato e pentito per quanto accaduto, evidenziando di aver agito in un momento di paura. “Credetemi, ho avuto paura, prima che quel ragazzo mi colpisse, poi, dopo aver sparato, delle conseguenze del mio gesto”, ha scritto.
L’assistente capo ha sottolineato che Mansouri “doveva essere in prigione e non morto”, esprimendo il suo cordoglio per la famiglia della vittima e affermando di sentirsi triste per quello che è successo. Cinturrino ha sempre voluto presentarsi come un servitore dello Stato, menzionando gli encomi e la stima ricevuti dai suoi colleghi nel corso della carriera. “Pagherò per il mio errore”, ha aggiunto, enfatizzando la sua integrità professionale e l’assenza di sanzioni disciplinari.
Indagini e Sanzioni per i Colleghi di Cinturrino
Il caso ha portato a indagini che coinvolgono anche quattro agenti del commissariato Mecenate, che sono stati trasferiti in altri commissariati di Milano. Questi agenti, indagati nell’ambito dell’inchiesta relativa all’arresto di Cinturrino, continueranno a prestare servizio con incarichi non operativi, lontani dalle funzioni ordinarie. Questa decisione mira a garantire un’indagine imparziale e a mantenere l’operatività della Polizia durante le fasi investigative.
Queste misure sono state adottate in seguito alla morte di Mansouri, che ha sollevato interrogativi sulla condotta del personale di polizia coinvolto. La questione ha attirato l’attenzione dei media e della comunità, con molte persone che chiedono maggiore chiarezza e responsabilità all’interno delle forze dell’ordine.
