Confindustria Sicilia: positiva la manovra regionale, delude l’assenza di incentivi per l’export
Riguardo al recente decreto legislativo sugli incentivi statali, Vecchio ha descritto le misure come “una pezza” in un sistema che deve garantire una coesione più forte. “Abbiamo vissuto un 2025 in chiaroscuro: positivo, ma privo della decontribuzione Sud, una norma fondamentale per il nostro sviluppo”, ha sottolineato. Ha anche evidenziato l’importanza delle Zone Economiche Speciali (ZES) e il loro contributo, nonostante le risorse insufficienti per i crediti d’imposta richiesti dalle aziende.
“Vogliamo ribadire che senza lo sviluppo della Sicilia e del Mezzogiorno, il Paese non crescerà. Gli incentivi per le imprese che investono nelle ZES non sono un regalo: sono una necessità per ripristinare la sovranità perduta nel corso degli anni”, ha dichiarato Vecchio. Ha poi richiesto attenzione da parte delle istituzioni italiane sulla questione, evidenziando che le politiche di coesione da parte dell’Unione Europea e dello Stato sono essenziali per ridurre i divari tra le diverse aree del Paese.
Le politiche del governo Schifani e le aspettative future
Quando gli è stato chiesto del nuovo governo Schifani e delle sue manovre regionali, Vecchio ha espresso soddisfazione per le nuove assunzioni e la Super ZES, ma ha lamentato la bocciatura da parte dell’Ars dell’incentivo alle esportazioni. “Chiediamo ora il ripristino di questo incentivo nell’ambito dell’assestamento di Bilancio”, ha ricordato, sottolineando l’importanza di politiche economiche efficaci per favorire la crescita.
“L’intervento della politica deve essere coordinato, perché solo così possiamo far fronte alle sfide economiche che ci aspettano”, ha aggiunto. Vecchio ha contestualizzato queste affermazioni nel quadro di una Sicilia in continua evoluzione, dove la prosperità dipende dalla capacità di affrontare le pressioni esterne e interne.
