Conseguenze della carenza di fibra: problemi digestivi e benessere compromesso
Fibra e sindrome dell’intestino irritabile: cosa sapere
La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è una condizione caratterizzata da dolore addominale, stipsi, diarrea, gonfiore e difficoltà digestive. Anche qui, il ruolo delle fibre è importante ma deve essere modulato in base ai sintomi specifici. Alcuni tipi di fibra, come la fibra insolubile contenuta nella crusca, possono peggiorare i sintomi di IBS.
È consigliato confrontarsi con il medico per identificare il tipo di fibra più adatto: per esempio, la fibra solubile del psyllium può alleviare il dolore addominale e regolare le funzioni intestinali, mentre l’uso di integratori di fibre specifici può essere indicato per contrastare stipsi o diarrea associata a IBS.
In caso di diarrea, si raccomanda l’assunzione di alimenti ricchi di oligofruttosio, un prebiotico naturale presente in alimenti come la cicoria, il tarassaco e le banane, che aiuta a modulare la flora intestinale.
Segnali da monitorare e azioni consigliate
Oltre a stipsi, emorroidi e problemi con la gestione del peso, è importante osservare altri segnali quali gonfiore, gas addominale e sensazione di evacuazione incompleta. È utile mantenere una dieta ricca e variegata di fibre solubili e insolubili, da affinare insieme al medico o al nutrizionista in base alla propria condizione di salute.
