Consulta chiede riforma per dipendenti pubblici: un anno per ridurre attese e rateizzare.
La questione del TFR e TFS per i dipendenti pubblici
Le lunghe tempistiche di liquidazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e del Trattamento di Fine Servizio (TFS) per i dipendenti pubblici continuano a rappresentare un problema significativo. A seguito della cessazione del rapporto di lavoro, i dipendenti non ricevono immediatamente il TFR e TFS, con un’attesa media che si protrae per almeno due anni. In molti casi, si registrano ritardi fino a sette anni, soprattutto in situazioni di pensione anticipata. Inoltre, le liquidazioni superiori a 50.000 euro sono erogate a rate, aggravando ulteriormente la situazione economica dei beneficiari.
Questa problematica è stata ampiamente denunciata e ha portato a una sentenza della Corte Costituzionale (n. 130/2023), la quale ha stabilito che il TFS deve essere corrisposto ai dipendenti statali immediatamente al termine della loro carriera lavorativa. Questa sentenza, purtroppo, è rimasta finora disattesa.
Nel 2024, le sigle sindacali Cgil nazionale, Fp, Flc e Spi hanno lamentato che il differimento dei pagamenti causa pesanti perdite economiche, che possono variare dai 17.000 ai 41.000 euro. Il Governo continua a ignorare questa grave situazione, concentrandosi principalmente su misure fiscali piuttosto che su riforme previdenziali che possano garantire un trattamento equo per i dipendenti pubblici.
