Consulta chiede riforma per dipendenti pubblici: un anno per ridurre attese e rateizzare.
Interventi normativi e la Manovra 2026
Un timido cambiamento si è intravisto con la Manovra 2026. L’articolo 1, comma 198, della legge n. 199 del 2025 prevede, a partire dal 1° gennaio 2027, una riduzione del termine per la liquidazione del TFS, portandolo da 12 a 9 mesi per i dipendenti che matureranno i requisiti pensionistici entro quella data. Questa misura, nonostante sia un passo avanti, è ancora lontana dalla risoluzione definitiva del problema.
Il 5 marzo 2026, la Corte Costituzionale ha emesso un nuovo intervento per sollecitare il legislatore a superare i meccanismi di pagamento differito e rateizzato. Con un’ordinanza, la Corte ha concesso al Parlamento un anno di tempo per pianificare riforme capaci di eliminare gradualmente queste modalità di pagamento, evidenziando che le misure adottate finora sono state insufficienti. Nonostante i precedenti richiami della Corte, il processo di riforma rimane stagnante.
Nell’ordinanza n. 25, i giudici hanno rilevato che il sistema attuale non riesce a garantire il diritto dei lavoratori a un trattamento tempestivo e adeguato, in violazione dell’articolo 36 della Costituzione. Anche se alcune categorie di lavoratori in condizioni di fragilità possono ricevere il TFS entro tre mesi dalla cessazione del lavoro, le modifiche recenti non hanno avuto un impatto significativo. La riduzione del termine di liquidazione a nove mesi dal 2027 è stata ritenuta insufficiente per risolvere il problema strutturale legato ai ritardi dei pagamenti.
