Corona irride, ma tutti ricordano il caso di Tiziana Cantone
In questo senso, la battaglia legale assunta dall’avvocato e dal suo cliente si pone come un presidio fondamentale contro l’espansione di quella che definiscono una deriva comunicativa pericolosa, un “mercato dell’odio” online dove la reputazione altrui viene sacrificata in cambio di qualche follower in più.
Il noto giurista e professore di diritto digitale, Giuseppe Mazziotti, ha commentato la vicenda in un’intervista al Corriere della Sera: “È indispensabile che le norme esistenti si applichino con rigore ai nuovi contesti digitali. Solo così sarà possibile tutelare le persone dalla gogna mediatica e promuovere un’informazione responsabile.” (Fonte: Corriere della Sera)
In aggiunta, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha più volte espresso la necessità di un intervento più incisivo contro la diffusione di contenuti lesivi sui social network, promuovendo campagne di sensibilizzazione e regolamenti più stringenti per contenuti online potenzialmente dannosi. (Fonte: AGCOM)
Tra le reazioni delle istituzioni spicca inoltre quella della ministra della Cultura, che il 12 marzo 2024 ha sottolineato l’importanza di “salvaguardare la dignità delle persone nella sfera pubblica e privata, promuovendo al contempo una cultura digitale basata sul rispetto e sulla responsabilità”.
Il caso Corona-Signorini rappresenta quindi un esempio emblematico della complessa interazione tra diritto, libertà di espressione e responsabilità personale nell’era dei social media e dell’informazione istantanea. Sarà interessante seguire gli sviluppi futuri, soprattutto alla luce degli eventuali provvedimenti sanzionatori attesi a breve.
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