Emilio Fede: la notte che cambiò il corso della sua carriera giornalistica.
Un nuovo modo di raccontare la realtà
Nonostante inizialmente Silvio Berlusconi non fosse convinto dell’idea, tre anni dopo si instaurò un amore reciproco tra il direttore e il suo lavoro. Mentre molti giornalisti della Rai forse dormivano, Emilio era già presente nella redazione, fissato con Silvia Kramar, bella e capace corrispondente del Giornale dall’America. Fu da casa sua che Silvia seguì la diretta della CNN e riportò l’annuncio del bombardamento in Iraq. Emilio, per primo in Italia, diede la notizia: nasceva una nuova era nel panorama dell’informazione. È così che si costruì un nuovo mondo: dopo di noi venne il Tg4, seguito dal grande Mentana con il Tg5.
Non sono più tornato a Roma. Dopo 18 anni, sono diventato Direttore della stessa testata che Emilio aveva guidato. Lui mi ha insegnato tutto: che cos’è la televisione, che cos’è un anchorman, che cos’è il giornalismo popolare. La sua passione era contagiosa, e nonostante avesse un carattere difficile, capace di urlare e arrabbiarsi, era anche una persona che sapeva regalare momenti di calore. Ogni Natale, invitava noi, i “migranti” di Milano, a casa sua per un pasto insieme.
