Fermiamo la caccia all’orso polare: inizia la campagna europea per la sua salvaguardia
Nella regione canadese del Nunavut, tra il 2000 e il 2023, sono stati uccisi legalmente 9.799 orsi polari, di cui circa il 35% femmine. Un dato che, secondo gli ambientalisti, solleva forti preoccupazioni per il futuro della specie, già messa sotto pressione dalla trasformazione degli habitat artici.
Per questo motivo Eumans ha lanciato la campagna internazionale “Stop hunting the polar bear”. Le firme raccolte saranno consegnate alla commissaria europea per l’Ambiente Jessika Roswall. Aurora Rossodivita e Marco Cappato, rispettivamente coordinatrice della campagna e presidente del movimento, hanno sottolineato che la caccia ai trofei rappresenta un’ulteriore minaccia per una specie già vulnerabile agli effetti della crisi climatica.
Tra le richieste avanzate dalla campagna figura anche l’inserimento dell’orso polare nell’Appendice I della CITES, la Convenzione internazionale che regola il commercio delle specie a rischio di estinzione. Questa misura comporterebbe restrizioni molto più severe sulla vendita di prodotti derivati dall’animale.
L’impegno ambientale di Eumans
Negli ultimi anni il movimento Eumans ha promosso diverse iniziative in campo ambientale a livello europeo. Tra queste figura il progetto StopGlobalWarming.eu, nato con l’obiettivo di spingere l’Unione Europea ad adottare politiche climatiche più ambiziose.
Secondo gli organizzatori, la difesa dell’orso polare rappresenta un simbolo più ampio della battaglia per la tutela della biodiversità. Proteggere questa specie significa anche preservare l’equilibrio degli ecosistemi artici e garantire alle generazioni future un pianeta più sano.
