Fondi miliardari per infrastrutture: il motore del boom dell’IA nel futuro tecnologico.

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Oracle: il nuovo protagonista dell’AI

Il 30 giugno 2025, Oracle ha annunciato in un filing presso la SEC di aver firmato un accordo per servizi cloud del valore di 30 miliardi di dollari con un partner non specificato. Questo importo superava i ricavi annuali di Oracle per l’intero anno fiscale precedente. OpenAI è diventato il partner menzionato, collocando Oracle accanto a Google come uno dei fornitori post-Microsoft di hosting per OpenAI. Di conseguenza, il prezzo delle azioni della società ha registrato un’impennata.

Pochi mesi dopo, Oracle ha annunciato un altro straordinario accordo: un contratto quinquennale da 300 miliardi di dollari per fornire potenza di calcolo, a partire dal 2027. La valutazione delle azioni di Oracle è salita ulteriormente, portando brevemente il fondatore Larry Ellison a diventare l’uomo più ricco del mondo. La portata di questo contratto è sbalorditiva: OpenAI non dispone di 300 miliardi di dollari da spendere, quindi si prevede una crescita imponente per entrambe le società. Anche prima di vedere un singolo dollaro speso, Oracle si è già affermata come uno dei principali fornitori di infrastrutture AI.

Per aziende come Meta, che vantano già un’infrastruttura di lungo periodo, la situazione è più complessa e costosa. Mark Zuckerberg ha dichiarato che Meta intende investire 600 miliardi di dollari nell’infrastruttura negli Stati Uniti entro la fine del 2028. Nella prima metà del 2025, la società ha già speso 30 miliardi di dollari in più rispetto all’anno precedente, in gran parte a causa delle crescenti ambizioni nel campo dell’AI.


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