Gennaio, produzione industriale in calo annuale dello 0,6%: dati aggiornati
A gennaio, l’Istat rileva una diminuzione dello 0,6% nella produzione industriale rispetto a dicembre, con una crescita del 0,7% nel trimestre novembre-gennaio rispetto ai tre mesi precedenti. L’energia è l’unico settore in aumento sia su base mensile (+4,5%) che tendenziale (+10,4%). Tutti gli altri comparti mostrano cali, più marcati nei beni di consumo (-3,8%) e meno nei beni intermedi (-1,6%) e strumentali (-0,3%). I settori con i maggiori incrementi tendenziali sono energia elettrica, gas e attività estrattiva, mentre registrano le flessioni più consistenti la fabbricazione di prodotti petroliferi, chimici e altre industrie manifatturiere.
Andamento della Produzione Industriale in Italia a Gennaio secondo l’Istat
ROMA (ITALPRESS) – Nel mese di gennaio, l’Istat registra una diminuzione dello 0,6% dell’indice destagionalizzato della produzione industriale rispetto a dicembre. Considerando il trimestre novembre-gennaio, invece, si osserva un incremento dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti, evidenziando un lieve segnale di ripresa. Il dato mensile mostra un aumento congiunturale esclusivamente nel settore energetico, che cresce del 4,5%, mentre gli altri comparti evidenziano una flessione: i beni di consumo scendono dello 0,6%, i beni intermedi dello 0,8% ed i beni strumentali registrano il calo più marcato con il 2,2%.
Correggendo per gli effetti legati ai giorni lavorativi, gennaio presenta un calo tendenziale dello 0,6% dell’indice generale, con 20 giorni lavorativi rispetto ai 21 di gennaio 2025. Solo il settore dell’energia mostra una variazione positiva significativa con un aumento del 10,4%, segnando quindi una crescita importante nonostante la generale flessione degli altri settori.
Le contrazioni più rilevanti per il periodo si trovano nel comparto dei beni di consumo, che registra un calo tendenziale del 3,8%. Seguono i beni intermedi, che diminuiscono dell’1,6%, e i beni strumentali, che mostrano un risultato meno pronunciato in negativo con un -0,3%. Questi dati riflettono un andamento complesso con differenze importanti tra i vari segmenti dell’industria.
Analizzando i singoli settori economici, si evidenziano tassi di crescita tendenziale significativi nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (+14,4%), nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+7,1%) e nell’attività estrattiva (+3,4%). Al contrario, i cali più marcati si registrano nella produzione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-12,9%), nella fabbricazione di prodotti chimici (-7,2%) e nelle altre industrie manifatturiere (-5,7%). Questi risultati evidenziano la diversificazione dei trend all’interno del panorama produttivo nazionale.
Andamento della Produzione Industriale in Italia a Gennaio secondo l’Istat
ROMA (ITALPRESS) – A gennaio l’Istat stima una flessione dello 0,6% nell’indice destagionalizzato della produzione industriale rispetto al mese precedente, dicembre. Nonostante questo calo mensile, nel trimestre novembre-gennaio si registra un incremento del 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti, segnalando una crescita complessiva del comparto. Analizzando più nel dettaglio, l’indice mensile destagionalizzato mostra una crescita su base congiunturale solo nel settore dell’energia, con un aumento consistente del 4,5%. Al contrario, gli altri settori evidenziano una diminuzione, con i beni di consumo che calano dello 0,6%, i beni intermedi dell’0,8% e i beni strumentali del 2,2%.
Considerando l’andamento tendenziale al netto degli effetti di calendario, nel mese di gennaio l’indice generale ha subito una contrazione pari allo 0,6%. Questo andamento viene influenzato anche dal numero di giorni lavorativi, che a gennaio 2026 sono stati 20, rispetto ai 21 di gennaio 2025. L’unico settore a mostrare una crescita tendenziale significativa è ancora il comparto energetico, con un incremento del 10,4%, a evidenza di dinamiche particolari legate all’energia.
Per quanto riguarda gli altri settori produttivi, si osservano cali importanti: i beni di consumo presentano la flessione più marcata, con un -3,8%, mentre i beni intermedi registrano una diminuzione dell’1,6% e i beni strumentali una più contenuta del 0,3%. Tra i diversi settori di attività economica, quelli che mostrano i maggiori aumenti su base tendenziale includono la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (+14,4%), la fabbricazione di mezzi di trasporto (+7,1%) e l’attività estrattiva (+3,4%).
Nel contempo, alcune aree della manifattura hanno conosciuto sensibili contrazioni, in particolare la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati, che scende del 12,9%, la produzione di prodotti chimici con un calo del 7,2% e le altre industrie manifatturiere che perdono il 5,7%. Questi dati indicano una situazione eterogenea, dove alcuni comparti evidenziano dinamiche positive mentre altri accusano segnali di sofferenza.
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