I giovani americani amano i cani grandi, ma c’è un problema da affrontare.
I dati del Rapporto 2025 sugli Alloggi Pet-Friendly mostrano che, sebbene il 79% delle proprietà in affitto si definisca pet-friendly, meno del 10% è privo di restrizioni riguardanti razze, peso o altre limitazioni, e offre commissioni per gli animali ragionevoli o nulle. Le pressioni abitative influenzano anche l’ingresso nei rifugi: secondo l’American Humane Society, le difficoltà legate al trasloco e le politiche dei proprietari sono tra i motivi più comuni per cui i proprietari rinunciano agli animali.
I costi aggravano ulteriormente la situazione: cibo, cure veterinarie e depositi per gli animali sono generalmente più alti per i cani di grosso taglia, il che può risultare proibitivo in un contesto di inflazione e aumento degli affitti.
La Fiducia e le Idee Sbagliate sui Cani di Grossa Taglia
Di conseguenza, i cani di grossa taglia—definiti nel rapporto come quelli che pesano più di 50 libbre—rimangono sproporzionatamente bloccati nei rifugi. I dati hanno rivelato che questi cani rimasero mediamente 17 giorni nei rifugi nel 2025, in diminuzione dai 19 giorni dell’anno precedente. Al contrario, i cani di taglia media trascorsero 14 giorni nei rifugi e i cuccioli piccoli solo 10.
Oltre alle questioni abitative, il rapporto ha identificato la fiducia come un fattore determinante nelle decisioni di adozione. Tra coloro che erano propensi ad adottare un cane di grosso taglia, il 89% affermava di sentirsi sicuro nella gestione e cura di uno di questi animali. Questo numero scende al 33% tra coloro che non erano propensi all’adozione, suggerendo che l’incertezza, piuttosto che la mancanza di interesse, guida gran parte delle esitazioni.
Farías ha sottolineato che le idee sbagliate sui cani di grande taglia, considerati più aggressivi o difficili da gestire, persistono, anche se spesso infondate. “Sono solo più grandi,” ha detto. “Non sono poi così diversi dai cani di piccola taglia.”
